#CATALUNYA #OPINONI – Perché gli incidenti di questi giorni in Catalogna ? – di Aureli Argemì

photo EPA/ALENJANDRO GARCIA

Alcune riflessioni:

1) Le manifestazioni a favore della libertà di espressione sono state organizzate a seguito dell’ingiusta detenzione di un cantante (Pablo Hasél). Il rapper si aggiunge ad un elenco di cantanti, oggetto di rappresaglia per essersi dimostrati critici verso l’ordine costituito.
Questa situazione si spiega con una lettura regressiva della Costituzione spagnola e con una “interpretazione giudiziaria espansiva “, secondo le parole di  R . Garcia de Dios, magistrato spagnolo di grande notorietà.
Dal 2015 la Legge reprime gli attacchi ai sentimenti religiosi , al prestigio della Corona e tutto ciò viene collegato ai movimenti indipendentisti . Si sostiene che l’ articolo 578 del Codice Penale spagnolo consideri questi atti come forme d’ appoggio al terrorismo, cosa che contraddice la legislazione europea .


2) E’ stata rilevata la presenza di agitatori ben noti, che si uniscono ai manifestanti pacifici per devastare, provocare la polizia, distruggere e rubare.


3) Comunicazione, media e politici spagnoli sono interessati ad attribuire il suddetto caos alla proverbiale divisione tra catalani. Tutto questo avviene mentre a Madrid si svolgono manifestazioni filo-naziste, e non accade assolutamente nulla. Una situazione questa che si verifica ogni volta che noi catalani indipendentisti andiamo alle urne e vinciamo.
Mentre era al Governo il Partito Popolare e senza il veto del Partito Socialista, per applicare la lettura restrittiva della Costituzione, si è creato un apparato giudiziale appoggiato da un sotto sistema poliziesco, ad uso perverso punitivo (prigione) e amministrativo (multe esorbitanti), che è rimasto ancora in vigore con il Governo socialista , e che colpisce soprattutto la Catalogna, malgrado l’ opposizione verbale di Podemos (partito in coalizione con il Governo centrale) .


4) Per contestualizzare la situazione in Catalogna: in ció che sta accadendo si puó notare lo scollamento tra il Ministero dell’Interno del Governo della Generalitat e una parte dei “Mossos d’Esquadra”, la  polizia autonoma catalana, i cui effettivi sono in parte provenienti dalla Guardia Civil spagnola, che agisce, violentemente, secondo i postulati dell’estrema destra.


5) D’ altra parte si vedono giovani che stanno constatando come nel cosiddetto  “Stato di diritto“ spagnolo, la protesta pacifica allo status quo repressivo e ai problemi economici non abbia una risposta democratica, soprattutto a partire dal 2017.


6) Ultima, ma non casuale, osservazione: il modello delle funzioni di ordine pubblico della Polizia catalana è messo in discussione dai Partiti catalani. Infatti il cambio di modello fa parte delle trattative per formare il nuovo governo dopo le recenti elezioni vinte dai partiti indipendentisti.


 prof. Aureli Argemí – presidente emerito CIEMEN

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