
Anche se per ora non è possibile stabilire quanti siano esattamente le persone in sciopero della fame e del lavoro (huelga de hambre y laboral) da una dozzina di giorni nei vari centri di detenzione (Delaney Hall, Adelanto, Desert Wiew Annex, Prairieland Detention Center, Northwest Detention Center,Torrance County…), sicuramente al momento sono già più di 500 (300 a Delaney Hall, 120 a Adelanto…). Del resto di alcuni centri (in parte amministrati da agenzie private come Geo Group) non si conosce nemmeno il numero esatto delle persone recluse. Una protesta scoppiata contro le vergognose condizioni in cui versano dal giorno del sequestro operato dall’ICE. Senza cure mediche adeguate, sottoposti a costanti pressioni nelle procedure di espulsione, a maltrattamenti e – in caso di proteste o disobbedienza – a punizioni definite “vere e proprie rappresaglie”.
Quello che chiedono innanzitutto è la liberazione delle persone fragili e malate, delle donne incinte e dei minori. Oltre a una seria revisione dei protocolli in materia di immigrazione e un miglioramento delle condizioni sanitarie e alimentari. Inoltre esigono che venga fatta chiarezza sui decessi avvenuti in detenzione (almeno una cinquantina secondo Detention Watch Network) e il diritto a comunicare con le famiglie e le organizzazione di solidarietà. All’esterno dei centri si tengono presidi permanenti nonostante gli interventi della polizia con lacrimogeni e manganelli. Scontri si erano già registrati negli ultimi giorni del mese scorso tra manifestanti e agenti federali del Servizio di Controllo dell’Immigrazione (ICE). Dall’inizio della protesta alcuni centri sono stati visitati da esponenti del Partito democratico (tra cui la governatrice del New Jersey Mikie Sherril) che hanno incontrato anche i familiari e gli attivisti solidali. La protesta era inizia con la diffusione di un documento firmato da circa 300 migranti sequestrati a cui ha fatto seguito una seconda dichiarazione (https://www.lahuelga.com/comunicado ?link_id=1&can_id=a0a794e78a68b6 b4e04c085695b05c6a&source=email- hunger-strikes-and-resistance-from- delaney-hall&email_referrer=email_ 3255285&email_subject=hunger-stri kes-and-resistance-from-delaney-hall&&).
Da parte sua il presidente Trump ha dichiarato che tali strutture sono “le migliori del mondo” e che tra i reclusi ci sono “terribili assassini”.
Una tesi categoricamente smentita da quanti hanno potuto toccare con mano. Come il rappresentate federale Adriano Espaillat che ha definito il centro visitato “un’ingiustizia” ricordando che anche lui potrebbe “essere uno di loro”. Stessa indignazione veniva espressa dai deputati Jerrold Nadler e Dan Goldman di New York.
Gianni Sartori





