Istria, Fiume e Dalmazia. 10 febbraio 1947 – di Alfredo Gatta

foiba

Se i confini tra Stati, intesi come entità politiche e giuridiche, devono essere per definizione ed accordo reciproco definiti, al contrario quelli tra Nazioni, intese come entità culturali, storiche e linguistiche, non potranno mai essere netti bensì sfumati, discontinui e frastagliati.

Questa definizione di confini nazionali ha portato come conseguenza l’Istria, Fiume e la Dalmazia a divenire nel tempo delle terre in cui si sono sovrapposte popolazioni di diverse radici (dagli Illiri agli Austriaci, dagli Slavi ai Veneti) che hanno saputo nei secoli convivere serenamente.

Le contrapposizioni etniche sono esplose in tutta la loro drammaticità nel momento in cui gli irredentismi di matrice tardo ottocentesca hanno iniziato a muovere pretese su quei territori, mi riferisco ai nazionalismi come quello italiano e jugoslavo concettualmente inventati ed artificiali e tra l’altro già condannati come fallimentari dalla Storia visto che lo Stato jugoslavo già è collassato nei primi anni 90 del secolo scorso, destino che, presto o tardi, capiterà anche allo Stato italiano.
Nonostante quello che potessero dire Italiani e Jugoslavi, l’Istria era Istria ed apparteneva agli Istriani, Fiume era Fiume e apparteneva ai Fiumani, la Dalmazia era Dalmazia ed apparteneva ai Dalmati.

Oggi il rimbalzo ideologico di responsabilità tra fascisti e comunisti già insito nel dibattito che portò all’istituzione nel 2004 di questo “Giorno del Ricordo”, mi interessa ben poco, la tragedia tra l’altro non ci toccò direttamente come Lombardi, anche se è giusto ricordare che le nostre città dovettero far fronte all’esodo istro-veneto ospitando migliaia di profughi (circa diecimila nel solo Bresciano).

Oggi, oltre alla doverosa commemorazione nei confronti di migliaia di persone trucidate ed esiliate, mi interessa “ricordare” come il tentativo d’imposizione di una falsa identità come quella italiana che soprattutto non tiene conto di quelle vere preesistenti (questo sì che ci tocca direttamente come Lombardi) possa solamente portare nella migliore delle ipotesi al disordine sociale, nella peggiore delle ipotesi a sciagure di entità difficilmente controllabili.

Alfredo Gatta

 

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