“LA RIVOLTA POLITICA DELLE CAMPAGNE” – il nuovo libro di Roberto Gremmo

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Il nuovo libro di Gremmo sui primi ecologisti italiani

Esce in questi giorni il nuovo studio storico di Roberto Gremmo dal tutolo “La rivolta politica delle campagne” dedicato alla vicenda poco nota del primo gruppo politico ecologista italiano, nato nel 1919 dopo la carneficina della prima guerra mondiale.

Fu allora che fra Langhe e Monferrato, i contadini che più di tutti avevano pagato cara l’avventura militarista ed erano tartassati da tasse sempre più opprimenti crearono il “Partito dei Contadini” per difendere la casa, il lavoro e la vita tradizionale.

L’evento che fece nascere la nuova formazione politica fu l’inasprimento della tassazione sul vino, principale attività economica dei piccoli proprietari del Basso Piemonte ma alla base della decisione di far sentire la voce dei ceti marginali della campagna stavano soprattutto la profonda rabbia per i lutti della guerra ed il sordo rancore per le promesse disattese fatte dopo la sanguinosa “Vittoria” per cui più di tutti si erano sacrificati i popolani più indifesi. 

La piccola formazione politica capeggiata da Urbano Prunotto e Giacomo Scotti ebbe subito un consenso straordinario e suscitò la feroce ostilità dei “Popolari”, dei Socialisti, dei Nazionalisti e dei Fascisti. Più ambiguamente il neonato “Partito Comunista d’Italia” finse di dialogare col Partito ruralista con l’obiettivo recondito di neutralizzarlo, assorbirlo o disgregarlo.

Nel 1925 il gruppo contadinista finì per arrendersi a Mussolini anche perché era diventato suo segretario generale un ambiguo personaggio che dopo una giovanile militanza anarchica si era legato ai servizi segreti ed allo spionaggio italiano.

Dopo la Liberazione, il “Partito dei Contadini” rinato per iniziativa di Alessandro Scotti tornò ad essere una forza politica egemone in gran parte delle zone rurali del Piemonte ottenendo anche consistenti consensi elettorali.

Nel 1953 la “Democrazia Cristiana” rifiutò sdegnosamente l’apparentamento coi contadinisti e fu un grave errore perché le mancarono poche migliaia di voti che avrebbero garantito la maggioranza premiale prevista dalla ‘legge truffa’.

Il declino del movimento ruralista iniziò sotto l’azione disgegatrice di Adriano Olivetti che favorì una sciagurata scissione ma il dissenso politico delle campagne continuò comunque a manifestarsi ed esplose clamorosamente con le grandi lotte del “Sessantotto contadino”, purtroppo durate poco e finite in niente.

Questo nuovo libro di Gremmo ha 216 pagine, ricco di documenti inediti d’archivio, é corredato da ampie note.

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