I lombardi sovrani possono salvare la Lombardia

La scorsa settimana  Altomilanese ha denunciato come in numerosi comuni della zona  le amministrazioni stiano permettendo la distruzione del territorio, approvando PGT che prevedono l’urbanizzazione delle ultime aree verdi della zona, nonostante il mercato immobiliare non necessiti affatto di nuovi stabili abitativi, e non combattendo, ma anzi fomentando, l’inquinamento selvaggio della Lombardia. I motivi per cui le varie amministrazioni comunali permettono ciò sono molteplici. Sicuramente uno dei motivi principali è la difficoltà dei comuni lombardi di chiudere i bilanci comunali, visti i continui e imperterriti tagli da parte dello stato italiano che considera la Lombardia solo come una colonia fiscale. Infatti, nonostante i 56 miliardi di euro di residuo fiscale che la regione Lombardia ha annoverato nei confronti dello stato italiano nel solo 2012, i comuni lombardi, per quanto in molti casi enti virtuosi, si ritrovano nell’impossibilità di chiudere i bilanci, in particolare per colpa dell’esistenza del patto di stabilità. In questo modo spesso i comuni ricorrono ai PGT e all’urbanizzazione selvaggia del territorio per ricevere gli oneri di urbanizzazione. Per salvare il territorio lombardo diviene pertanto fondamentale raggiungere la totale indipendenza politica(e di conseguenza anche fiscale)dallo stato italiano, per permettere alle nostre istituzioni locali di lavorare nell’interesse delle nostre comunità e dei nostri cittadini. Ovviamente Pro Lombardia Indipendenza denuncia con forza le colpe della nostra classe dirigente, spesso collusa con lobby e con organizzazioni criminali di stampo mafioso. La scelta di ricorrere alla devastazione del territorio infatti non può essere giustificata solo dall’atteggiamento iugulatorio dello stato italiano; spesso i comuni usano questa motivazione per mascherare episodi di corruzione e di svendita del territorio. Tuttavia, saremmo curiosi di sapere quanti comuni, prima di svendere il territorio dei lombardi, abbiano eliminato incarichi inutili, soprattutto nelle società a partecipazione comunale. Spesso questi organismi servono a creare stipendi e a instaurare rapporti clientelari e di dipendenza personale, usati dai nostri amministratori per fare carriera politica. Non solo, spesso i nostri amministratori svendono il territorio a imprese amiche o in cambio di tangenti. Quindi qual è la soluzione? Arrendersi ad una classe dirigente indegna che si trova anche ad avere una giustificazione per colpa dello sfruttamento fiscale della Lombardia da parte dello stato italiano? NO! Possiamo reagire usando la nostra sovranità come individui e come popolo lombardo. Da una parte diventa fondamentale la totale indipendenza politica della Lombardia dallo stato italiano, che ci permetta di autogovernarci e di poter usufruire dei frutti del nostro lavoro, senza dover più mantenere gli elefantiaci sistemi clientelari dello stato italiano. Solo così potremo dare alle nostre istituzioni i mezzi per rappresentare davvero gli interessi dei lombardi e difendere i nostri diritti ed il nostro territorio. Ma, come abbiamo detto, la nostra classe dirigente si è dimostrata inetta e troppo spesso interessata unicamente al proprio tornaconto. Come possiamo risolvere questo problema? Abbiamo due possibilità. La prima è aspettare, come abbiamo fatto negli ultimi decenni, una classe dirigente migliore; possiamo continuare a credere, nonostante l’evidenza dica il contrario, che la nostra classe dirigente sia la parte migliore della nostra comunità e quindi che sia giusto che essa decida il nostro futuro interpellandoci solo ogni 5 anni. Oppure possiamo riappropriarci della nostra sovranità con l’introduzione della democrazia diretta a livello comunale, provinciale e regionale. Già ora i comuni, secondo la Carta Europea delle autonomie locali del 1985, dovrebbero avere all’interno dei loro statuti degli istituti di democrazia diretta. La democrazia diretta consiste nella possibilità di indire referendum abrogativi, propositivi e confermativi da parte della popolazione su qualunque decisione presa dalle istituzioni. In questo modo i lombardi tornerebbero veri destinatari del potere politico delle istituzioni, potendone controllare e all’occorrenza correggere l’operato. Dobbiamo prendere ad esempio la confederazione elvetica, in cui questo regime funziona da secoli. In Svizzera, ironia della sorte distante solo pochi kilometri, basterebbe un semplice referendum comunale per fermare un PGT sbagliato e lesivo dei diritti della comunità. Pro Lombardia Indipendenza, oltre a lottare per l’indipendenza politica della nazione lombarda, cerca di sensibilizzare i lombardi su queste tematiche e su come solo la democrazia diretta possa permetterci di salvare noi, i nostri territori, le nostre comunità. La vera rivoluzione per la Lombardia sarà riappropriarci della nostra sovranità, come individui, come cittadini, come lombardi.

pro Lombardia Indipendenza sez. Magentino

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