#Catalunya #Barcelona #CampNou #TsunamicDemocratic #ElClasico

by Paco Santero @paco_santero ©

#Kurdistan #Kurds #Usa #Trump
by Chappatte©

Il giorno 20 dicembre su tutto il territorio catalano e il 21 a Barcelona, la piattaforma RescatPreses, insieme a decine di altre organizzazioni e all’ANC-Assemblea Nacional Catalana, organizza delle fiaccolate per chiedere la fine della repressione.

#GeneralElections #UnitedIreland #ScotIndyRef2
by Harry Burton©

L’Assemblea Nacional Catalana esprime solidarietà con la resistenza curda e sostiene i suoi diritti di riunificazione e autodeterminazione.

Di fronte a tutti gli interventi imperialisti nei territori curdi, l’Assemblea simpatizza con il popolo curdo e sostiene il suo diritto all’autodeterminazione e all’unificazione.
L’Assemblea Nazionale Catalana, di fronte all’offensiva militare dello Stato turco lanciata lo scorso ottobre, vuole esprimere la sua solidarietà alle donne e agli uomini curdi che attualmente resistono all’esercito turco, e si oppone a tutti gli interventi imperialisti nella regione. Inoltre sostiene il diritto del popolo curdo all’unificazione e all’autodeterminazione in pace con tutti gli altri popoli.
Le azioni militari dell’esercito turco e del cosiddetto “esercito nazionale siriano”, composto da mercenari di vari gruppi terroristici, hanno causato un’invasione e un’occupazione del territorio curdo nella Siria settentrionale. Per più di due mesi, gli attacchi alle città e agli insediamenti sono stati costanti. Infatti, secondo la Mezzaluna curda, nei primi cinque giorni di azioni militari hanno causato 46 civili morti e 139 feriti. Le forze di SDF e YPJ-YPG, che hanno liberato la Siria del nord e dell’est dal regime terroristico dell’IS, stanno lavorando per proteggere le persone da nuove occupazioni e massacri. E le donne che hanno liberato migliaia di donne dalla schiavitù dell’ISIS sono ora bombardate da un esercito della NATO con un obiettivo chiaro: effettuare una pulizia etnica. Di conseguenza, ci sono già migliaia di sfollati.
Nonostante ciò, né la comunità internazionale né le Nazioni Unite hanno adottato misure adeguate per prevenire il conflitto e bloccare la Turchia, che in realtà aveva già commesso crimini di guerra ad Afrin nel 2018, con la condanna della comunità internazionale. Inoltre, alcune potenze egemoniche come la Russia e gli Stati Uniti hanno favorito la situazione attuale, con la successiva occupazione di territori da parte della Turchia, cosa che costituisce una violazione del diritto internazionale e della sovranità siriana.
La solidarietà del popolo curdo
Oltre otto anni di guerra in Siria hanno generato migliaia di sfollati e vittime che, senza il sostegno adeguato delle organizzazioni delle Nazioni Unite, l’amministrazione autonoma siriana settentrionale e orientale è riuscita a proteggere ed aiutare. Inoltre, queste amministrazioni autonome sono state, durante questo periodo, in grado di garantire i bisogni umani e i diritti democratici per tutte le persone in questa regione.
Degno di nota è anche il ruolo attivo delle donne in questo conflitto internazionale, in particolare nella rivoluzione lanciata nel Rojava, uno degli obiettivi degli attacchi dell’esercito turco proprio a causa dell’ispirazione che il femminismo ha creato per la creazione di un modello sociale alternativo di una società ecologica, democratica e basata sulla liberazione per le donne.
Il comunicato originale in catalano >QUI<
#LatinAmerica #NoHumanRights #TurnRight
by Rainer Hachfeld©


Dal suo Blog, Craig Murray, ex ambasciatore, storico e attivista per i Diritti Umani, ha espresso, già nel dicembre dello scorso anno, la sua opinione sul percorso da seguire per raggiungere l’Indipendenza della Scozia, basandosi anche su quanto avvenuto in passato nel caso del Kossovo.
…….”Il percorso preferito per l’Indipendenza, secondo me, è questo. Il parlamento scozzese dovrebbe immediatamente legiferare per un nuovo referendum sull’indipendenza. Il governo di Londra tenterà di bloccarlo. Il Parlamento scozzese dovrebbe quindi convocare un’Assemblea nazionale di tutti i rappresentanti scozzesi eletti a livello nazionale – deputati in Scozia, parlamentari a Westmonster e deputati europei. Tale assemblea nazionale dovrebbe dichiarare l’indipendenza, fare appello ad altri paesi per il riconoscimento, raggiungere accordi con il vertice del Regno Unito e organizzare un plebiscito di conferma. Ciò è legale, democratico e coerente con la normale pratica internazionale.
Non ci sarà mai un momento migliore di adesso in cui la Scozia possa tornare a essere una nazione indipendente, normale. Non è il momento per i cuori deboli o per chi ha i brividi; dobbiamo cogliere l’attimo.”…….
per leggere l’articolo clikkare >QUI<
#USA #AFGHANISTAN #WashingtonPost #Lies
by Tom Janssen ©

Il Südtiroler Heimatbund (SHB), rappresentato dal presidente Roland Lang, mette in guardia dal ritorno di un crimine medievale, come suggerisce Matteo Salvini. La terribile e impunita tortura dei prigionieri politici sudtirolesi negli anni ’60 dovrebbe essere un avvertimento per tutti noi, spiega Roland Lang. Ci sono lettere scioccanti di quel tempo che sono state portate clandestinamente fuori dalla prigione. Vi possiamo leggere sbalorditi ciò che i torturatori in uniforme erano in grado di fare allora. Tali crimini non devono essere ripetuti, quindi Lang chiede che il divieto di tortura e le relative azioni penali debbano rimanere in vigore.

Folter in Italien
Warnung vor dem Weg zurück in ein strafrechtliches Mittelalter
Im Jahr 2001 war es in Genua am Rande des G8-Gipfels zu schweren Auseinandersetzungen zwischen der Polizei und Globalisierungsgegnern gekommen. Hierbei hatte die Polizei 500 Menschen verletzt, einen Demonstranten getötet, ein Schlafquartier der Demonstranten gestürmt, dort Menschen getreten, geschlagen und ihnen Knochen gebrochen. Anfang April 2017 verurteilte der Europäische Gerichtshof für Menschenrechte in Straßburg Italien für dieses Vorgehen und sprach in seinem Urteil von „Folter“. Der Gerichtshof erklärte, dass das italienische Strafrecht ungeeignet sei, solche Fälle von Folter zu verfolgen. Es sei ein „strukturelles Problem“, das behoben werden müsse.
Am 14. Juli 2017 trat nach zweijähriger Beratung in der römischen Abgeordnetenkammer und im Senat mit dem Gesetz Nr. 110 ein Paragraph (Artikel 613 bis) in dem italienischen Strafgesetzbuch in Kraft, welcher für die die Ausübung von Folter – auch durch Polizeibeamte – strenge Strafen bis zu 12 Jahren Haft vorsieht. Dagegen gestimmt hatten die Abgeordneten der Lega Nord und der extrem nationalistischen Partei „Fratelli d’Italia“.
Am 19. November 2019 erklärte der Lega-Generalsekretär Matteo Salvini auf einem Kongress der Polizeigewerkschaft SAP, dass er und seine Partei das Anti-Folter-Gesetz wieder abschaffen wollen. Am 13. Dezember 2019 bekräftigte er in einer öffentlichen Rede nochmals diesen Vorsatz. Das „sogenannte Verbrechen der Folter“ sei zu einer „Waffe in den Händen der Kriminellen“ geworden, welche Anzeigen gegen die Polizei erstatteten und zu „einer Schlinge um den Hals der Polizisten“. („Il Messaggero“ vom 14. Dezember 2919)
Der Südtiroler Heimatbund (SHB), so Obmann Roland Lang, warnen vor einem derartigen Weg zurück in ein strafrechtliches Mittelalter, den Matteo Salvini hier vorschlägt. Die schrecklichen und nie gesühnten Folterungen Südtiroler politischer Häftlinge in den 1960er Jahren sollten uns alle eine Warnung sein, erklärt Roland Lang. Es liegen aus der damaligen Zeit erschütternde Briefe vor, die aus dem Gefängnis geschmuggelt worden waren. Man liest fassungslos, wozu damals uniformierte Folterknechte fähig waren. Solche Untaten dürfen sich nicht wiederholen und daher ist strikt zu fordern, dass das Verbot der Folter und dessen strafrechtliche Verfolgung aufrecht bleiben muss, schließt Lang.
Roland Lang
Obmann des Südtiroler Heimatbundes
#Kurdistan #kurds #Turkey #Trump
by Herrmann ©
