#MemoriaStorica #EuskalHerria – PROCESSO DI BURGOS DEL 1970: UN BREVE AMARCORD – di Gianni Sartori

Tanto vale farsene una ragione. Ormai – di anniversario in anniversario – si procede, come minimo, da un cinquantesimo all’altro.

Solo “ieri” si celebrava il 50° del 19 aprile a Valdagno e dell’intero “68”. Poi quello di Piazza Fontana (12 dicembre 1969)…

Quasi-quasi stavo per dimenticarmi del processo di Burgos a carico degli etarras baschi, alcuni dei quali rischiavano la pena di morte.

Perfino a Vicenza vi furono iniziative di protesta. Ricordo in particolare, per la presenza di tanti compagni poi “andati”, “scomparsi” (alcuni solo politicamente, altri letteralmente), una manifestazione (dicembre 1970) nella piazzetta su cui troneggia la statua di Garibaldi (dove ora c’è la libreria Galla, all’epoca ancora in Corso Palladio). C’erano un po’ tutti gli antifascisti vicentini. Dagli anarchici (Tiziano Zanella – poi in PotOp- Laura Fornezza, Gianni Cadorin, Claudio Muraro, Stefano Crestanello…) al Psiup (Domenico Buffarini, ovviamente…), alla FGCI (Giorgio Bordin, Tamborra, Francesco Lauricella – anni dopo in AutOp…) e tanti altri.

Per comprendere come si fosse arrivati a tale processo – che ebbe una risonanza internazionale – facciamo un passo indietro, in Euskal Herria (all’epoca per noi ancora solo “Paesi Baschi”; al massimo – per i più colti in materia – Euzkadi, con la “Z” alla vecchia maniera)

Il 7 giugno 1968 la Guardia Civil aveva intercettato due militanti di ETA e nel conseguente conflitto a fuoco venne colpita a morte la guardia Pardines. Poche ore dopo la “Benemerita” (soprannome della Gc) uccideva l’etarra Txabi Etxebarrieta.  L’evento comporterà un forte salto qualitativo nella storia dell’organizzazione. Migliaia e migliaia di persone in tutta Euskal Herria rendono onore al giovane combattente caduto; l’afflusso di nuovi militanti determinati a intraprendere la lotta armata contro il fascismo diventa quanto mai consistente (paragonabile a quanto avverrà per l’IRA nel 1972 dopo la “Domenica di sangue” a Derry). Aumenta quindi anche il numero delle azioni.

Nell’agosto dello stesso anno l’ETA uccide a Irun (in Guipuzcoa) Meliton Manzanas, ispettore della Brigata Politico Sociale di San Sebastian e ben noto come torturatore.

Il processo che si svolgerà due anni dopo a Burgos rappresenta anche una risposta e una rappresaglia per questa esecuzione. Numerosi militanti vengono giudicati da un tribunale militare e contro nove di loro vengono emesse condanne a morte. A impedirne l’effettiva attuazione contribuirà sicuramente la vigorosa, massiccia protesta popolare che dal paese Basco si estende presto in tutta l’Europa.

Questa, in sintesi, la storia. Per quanto mi riguarda, qualche anno dopo conobbi a Padova (per un incontro-dibattito organizzato da Giovanni Giacopuzzi di Radio popolare) una dei militanti processati, Itziar Aizpurua. Doveva essere il febbraio o marzo del 1987 perché nella foto dell’incontro dibattito si vede il manifesto per Txomin Iturbe, dirigente di ETA morto in un misterioso “incidente” in Algeria nel febbraio 1987.

Per la cronaca e la Storia, Itziar Aizpurua Egana, professoressa di pianoforte, era nata a Deba nel 1943. Gia arrestata (nel marzo 1969) e già condannata dal tribunale di Ordine Pubblico a sei anni di carcere, a Burgos era accusata di “ribellione militare” e la pena richiesta era di 15 anni di carcere.

Il suo avvocato difensore fu Francisco Letamendia Balzunce.

Burgos fu determinante anche per un’altra nota esponente abertzale, la catalana Eva Forest (1928-2007; scrittrice, psichiatra, nata a Barcellona da genitori anarchici) che proprio in occasione di tale processo, insieme al marito Alfonso Sastre, lasciò il PCE (divenuto troppo “riformista”) e avviò la sua collaborazione con il movimento basco di liberazione nazionale costituendo il Comité de Solidaridad con Euskadi.

La conobbi a Donosti (San Sebastian) nell’estate 1996 (dove mi regalo una preziosa edizione del suo “Operacion Ogro” con dedica) rivedendola poi a Firenze nel 2002 (alle manifestazioni No-global del “dopo-Genova 2001”) e perdendo – in uno dei miei ultimi viaggi nel Paese basco – l’occasione di rivederla nel 2005.

Tutto qui.

Gianni Sartori

 

lettura consigliata:   http://www.arivista.org/?nr=284&pag=34.htm

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