#REPRESSIONE #TURCHIA : LA MORTE SOSPETTA DI UN ALTRO PRIGIONIERO CURDO – di Gianni Sartori

Un rosario ormai. Un altro prigioniero curdo muore nelle carceri turche e – ancora una volta – lo spettro della tortura aleggia sulla sua tragica fine.
 
La prigione di alta sicurezza – di tipo F – si trova nella provincia di Kirikkale (Anatolia centrale). La giovane vittima (27 anni) si chiamava Serkan Tumay e i suoi familiari puntano ora il dito sui secondini che lo avevano picchiato brutalmente il mese scorso (come hanno confermato gli altri detenuti).
 
In particolare ne avevano sbattuto ripetutamente la testa contro il muro. Il giovane curdo aveva riportato molteplici fratture anche al cranio. Secondo i familiari, una sorta di rappresaglia nei confronti del prigioniero (condannato a una pena di due anni) per le sue denunce in merito sia alla disumana situazione carceraria, sia alle ripetute violenze dei carcerieri. Informati del pestaggio subito dal loro congiunto, i familiari avevano già sporto denuncia presso il procuratore generale di Manisa che – a sua volta – trasmetteva un rapporto alle autorità competenti di Kirikkale. Da questo, presumibilmente, la selvaggia, brutale ritorsione nei confronti di Serkan.
 
A conclusione della vicenda, informati il 18 ottobre della morte avvenuta il giorno prima, i familiari di Serkan hanno immediatamente sporto denuncia per omicidio nei confronti dell’amministrazione carceraria.
 
 
 
 
Gianni Sartori

#VENETO #MemoriaStorica – La prima fake news nel Veneto? I dati del plebiscito di annessione all’Italia – di Ettore Beggiato

Il Veneto è stato annesso all’Italia con un plebiscito che si è svolto nei giorni 21 e 22 ottobre 1866, in ossequio a quanto previsto dal trattato di pace stipulato a Vienna  fra Italia e Austria il 3 ottobre 1866 nel quale si parla di “sotto riserva del consenso delle popolazioni debitamente consultate”. 

Lascio perdere in questa sede che il Veneto fu in realtà passato al Regno d’Italia due giorni prima del voto, venerdì 19 ottobre, come sta scritto nella “Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia” dello stesso giorno, e che quindi i veneti andarono a votare quando tutto era già stato deciso,  lascio anche perdere il modo in cui si svolsero le votazioni, schede di colore diversi per il si e per il no, obbligo di dichiarare le proprie generalità, nessuna segretezza del voto, per chiedere la vostra attenzione sulle varie lapidi che sono presenti nelle piazze e nei palazzi della nostra regione. 

Incomincio da quella che riporta i dati complessivi, visibile all’interno del Palazzo Ducale di Venezia; sta scritto che i voti favorevoli furono 641.758, quelli contrari appena 69, i voti nulli 273, vuol dire che il 99,99 % votò a favore. 

Passiamo a quella esposta a Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova, dove si può leggere 15280 “tutti pel si”, che bravi i padovani ! 

In quella esposta nel Palazzo dei Trecento a Treviso, si legge che i voti affermativi furono 84526, quelli negativi 2, nulli 11; a Bassano del Grappa altro trionfo 3508 pel si, zero per no e 14 nulli. 

Allora, lascio da parte tutte le considerazioni di carattere storico, culturale, economico, sociale e faccio solo considerazioni di carattere statistico: è possibile che su quasi 650.000 votanti ci sia una percentuale del 99,99 % ? Gli studiosi lo escludono categoricamente, perché c’è il cosiddetto voto di sbaglio, perché qualche bastian contrario c’è sempre eccetera … è matematicamente impossibile che una massa così importante di votanti si arrivi al 99,99 % di voti in un senso oppure nell’altro …Eppure gli storici del regime si guardano bene dal contestare simili dati. 

E ancora, sono credibili i dati che appaiono a Padova, a Treviso, a Bassano del Grappa ? Non è credibile che a Padova non ci sia stato un voto contrario, non è credibile che a Bassano sia successo la stessa cosa e che nell’intera provincia di Treviso ci siano stati appena due voti contrari. 

E se non sono dati credibili, sono dati falsati; ma queste cose bisogna dirle, perché altrimenti si diventa complici di falsari; invece su tutta la questione  del plebiscito-truffa di annessione del Veneto all’Italia c’è un atteggiamento omertoso che dura da oltre centocinquantanni. 

 

Ettore Beggiato 

 

Autore di  “1866: la grande truffa. Il plebiscito di annessione del Veneto all’Italia”