15 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE PER LA LIBERAZIONE DI MUSLUM ELMA – di Gianni Sartori

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Appare evidente che Muslum Elma non aveva molte possibilità di farla franca in Turchia.
A meno di non rinchiudersi in casa evitando qualsiasi impegno civile o politico. Curdo, alavita e – come se non bastasse – anche comunista, doveva per forza, prima o poi, finire sotto la mannaia repressiva turca.
Nato nel Dersim, Muslum Elma si era impegnato come militante di sinistra già dai tempi della scuola media e poi dell’università. Arrestato una prima volta nel 1980 (all’epoca del golpe militare) venne rinchiuso per quattro anni nella prigione n° 5 di Diyarbakir (universalmente considerata una delle peggiori al mondo) dove subisce continue, brutali torture. Liberato nel 1992, viene nuovamente arrestato nel 1993 per essere rimesso in libertà soltanto nel 2002. Una conseguenza, la sua liberazione, del tragico, lunghissimo sciopero della fame dei prigionieri politici di sinistra costato la vita a decine e decine di militanti. Debilitato a causa delle torture e dello sciopero della fame – e rischiando di venire nuovamente imprigionato – fugge dalla Turchia ottenendo asilo politico, nel 2009, in Germania.
Qui non rinuncia all’impegno politico e si rende attivo nell’attività del’ATIK (Confederazione dei lavoratori di Turchia in Europa). Fino alla nuova, ennesima, carcerazione nell’aprile 2015 quando una decina di di esponenti dell’ATIK subisce l’arresto in Germania, Francia, Grecia e Svizzera. Tra le accuse, l’appartenenza al TPK-ML (Partito Comunista di Turchia – Marxista-Leninista). Da notare che il TPK-ML in Germania non è considerato un’organizzazione illegale, mentre invece lo è in Turchia. Tuttavia la legislazione tedesca (leggi 129a e 129b) consente a Berlino di arrestare (ed eventualmente estradare) persone facenti parte di organizzazioni ritenute illegali nel paese di origine. Vagamente kafkiano.
Il processo contro i membri di ATIK, iniziato nel giugno 2016 a Monaco, al momento è ancora in corso. Tutti gli accusati nel frattempo sono stati rimessi in libertà soprattutto per ragioni di salute (la maggior parte di loro, in Turchia, era stata torturata). Tranne appunto Muslum Elma.
Per la sua liberazione, ATIK ha indetto per il 15 novembre una giornata internazionale per la sua liberazione.

Gianni Sartori

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