VENETO – Orgiano, tre incontri di storia veneta

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Il Comune di Orgiano il collaborazione con Raixe Venete – Area Berica organizza un ciclo di tre serate storico-culturali organizzate presso la nuova sala polifunzionale “Le Fontanelle”, via Fontanelle.

-Mercoledì 15 Maggio 2019 , h. 20:45
“L’EMIGRAZIONE VENETA IN AMERICA LATINA”
– Avv. Aldo Rozzi Marin, Presidente Ass. “Veneti nel Mondo” con Ettore Beggiato, cittadino onorario di Serafina Corrêa (Rio Grande do Sul- Brasile)

-Giovedì 23 Maggio, h. 20:45
“LA REPUBBLICA SETTINSULARE”
– Ettore Beggiato, con il supporto di Bellin Diego che porterà le sue esperienze di viaggio nelle Isole Ionie.

-Mercoledì 29 Maggio, h. 20:45
“LA SERENISSIMA E LO STATO DA MAR”
– Avvocato Renzo Fogliata

IRELAND – “Perché c’è ancora sostegno per i gruppi repubblicani dissidenti” – di Dieter Reinisch, Università di Vienna

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In un articolo apparso sul sito di RTE (la tv irlandese), il prof. Dieter Reinisch (Università di Vienna) spiega perchè ci sia ancora un relativo appoggio nella popolazione nord-irlandese nei confronti della cosiddetta NEW IRA, il gruppo di dissidenti repubblicani.

“Dopo l’uccisione di Lyra McKee da parte di un militante dell’IRA durante le rivolte di Derry, commentatori, ex Provisionals  e politici hanno chiesto la fine della campagna armata da parte dei paramilitari repubblicani. La mattina dopo la sparatoria, il partito politico Saoradh ha dichiarato sul proprio sito web che la giornalista è stata colpita “accidentalmente” da un “volontario repubblicano”. La dichiarazione ha cercato di incolpare le “Forze della Corona Britannica”, armate pesantemente, per gli scontri tra residenti e la PSNI.”

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LA POPOLAZIONE DI AFRIN DICE “NO” AL MURO PER ANNETTERLA ALLA TURCHIA – di Gianni Sartori

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Già da alcune settimane Erdogan & C. hanno intrapreso la costruzione di un muro per annettere la regione di Afrin (nel nord della Siria) alla Turchia.

Il muro, alto mediamente tre metri, si va allungando per oltre 70 chilometri allo scopo di inglobare la maggior parte della regione curda per isolarla dal territorio siriano.

Ufficialmente realizzato per “proteggere” l’area dalla guerriglia curda, in realtà dovrà fornire protezione ai gruppi islamisti – alleati di Ankara – qui ormai stabilmente insediati. Non solo. Rappresenterà il suggello definitivo del cambiamento demografico (eufemismo per “pulizia etnica”) in atto.

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Ma la popolazione non sembra volersi rassegnare. Infatti dall’annuncio della costruzione numerose manifestazioni di protesta si sono svolte in Rojava. Particolarmente numerosa e combattiva quella del 12 maggio nella cittadina di Amude (centro amministrativo del cantone di Cizir) contro l’occupazione turca avviata più di un anno fa in totale violazione del Diritto internazionale.

Nel suo intervento Selva Sileman, copresidente del Consiglio popolare di Amude, ha sottolineato che “così come proseguono le pratiche di espulsione e di sterminio utilizzate dalle truppe di occupazione turche e dai loro alleati jiadisti in Afrin, ugualmente prosegue, sotto gli occhi indifferenti del mondo intero, la costruzione illegale del muro”.

I manifestanti portavano in corteo le foto delle vittime civili – centinaia – provocate dall’attacco dell’esercito turco (soprattutto tra gennaio e marzo 2018).

Altri ostentavano striscioni e cartelli molto espliciti: “Abbasso lo stato turco!”; “La determinazione delle donne fermerà l’occupazione”; “No alla guerra!”.

Gianni Sartori