KURDISTAN – #BoycottTurkeyTourism – un appello di KCDK-E

riceviamo da Gianni Sartori e pubblichiamo:

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La confederazione curda europea KCDK-E lancia una campagna per il boicottaggio del turismo in Turchia. La co-Presidenza della confederazione curda a livello europeo KCDK-E invita al boicottaggio del turismo in Turchia. Con la campagna con il motto „Non passate le vacanze in Turchia – Non partecipate alla guerra“ si vuole far notare a potenziali turisti della Turchia che gli introiti dal turismo vanno a finanziare la sanguinosa guerra contro la popolazione curda, che lo Stato conduce già da 40 anni. Il turismo è una delle maggiori fonti di entrate per la Turchia che attualmente è al sesto posto tra le destinazioni turistiche e annualmente attira oltre 30 milioni di turisti. Lo scorso anno per la prima volta è stata raggiunta la quota di 40 milioni di visitatori. Con questo le entrate della Turchia provenienti dal turismo sono salite a quasi 30 miliardi di dollari. Si tratta di una crescita di circa il 23 percento rispetto al 2017. Anche la KCDK-E nella sua campagna fa notare che la maggior parte delle entrate della Turchia derivanti dal turismo vanno nel bilancio della difesa. L’appello prosegue:
„Con i miliardi per il suo militarismo, la Turchia saccheggia la sua natura, intere strisce di terra vengono rese invivibili a causa di invasioni e guerra. Il precursore curdo Abdullah Öcalan, il popolo curdo e gli altri popoli in Turchia, rivoluzionari, democratici, intellettuali e esponenti dell’opposizione sono esposti all’isolamento aggravato e alla repressione fascista.
Il prezzo della politica di guerra fanaticamente razzista che in Kurdistan è da anni all’ordine del giorno, lo pagano i popoli della Turchia, il peso economico lo portano le lavoratrici e i lavoratori, donne, scienziati, studenti. Nonostante la profonda crisi economica, la Turchia ha speso una gran parte del suo budget annuale per la guerra che conduce in Kurdistan. Il risultato di questo grande carico economico è una crisi, il bombardamento di città curde, l’incendio e la distruzione della natura e dei boschi, così come il massacro di curde e curdi.
„La Turchia non è sicura“
Con questo ordinamento economico dell’alleanza fascista AKP/MHP orientato secondo la necessità della guerra è evidente che i popoli della Turchia e del Kurdistan con ogni giorno che passa diventano più poveri e il Paese affonda con il suo Stato dominato mafioso dominato in modo dinastico. La famiglia Erdoğan si è appropriata del potere e si è arrogata tutte le fonti di guadagno. La sua cerchia, il suo parentado e il suo seguito diventano sempre più ricchi, la guerra per loro è estremamente lucrativa.
È palese che il regime fascista AKP/MHP investe la maggior parte delle risorse per la guerra e con questo per l’occupazione di Efrîn, il finanziamento degli jihadisti di IS, l’invasione del Kurdistan del sud e l’accumulo del bilancio per la difesa (e con questo l’acquisto del sistema anti-missile S-400, di droni e sistemi bellici altamente tecnologici) per portare avanti le sue intenzioni barbariche.
Una delle maggior fonti di guadagno per la Turchia è il turismo. Molti Stati europei e forze internazionali hanno già messo in guardia cittadine e cittadini dai rischi per turist* in Turchia e rafforzato gli avvisi di sicurezza. Il Paese non è sicuro, milioni di Euro derivanti dal turismo vengono usati per spargere sangue curdo. È evidente che il sostegno maggiore nella guerra fanaticamente razzista dello Stato turco contro il popolo curdo sono le sue risorse economiche. Per questo è un dovere nazionale boicottare il turismo come importante settore di entrate della Turchia. Per questa ragione abbiamo iniziato un’ampia campagna che comprende il settore del turismo a livello mondiale.
„Aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica europea“
La consapevolezza dell’opinione pubblica europea rispetto al boicottaggio del turismo va aumentata perché la popolazione europea prenda le distanze dai viaggi in Turchia. Documenti sulla collaborazione tra il dittatore Erdoğan e jihadisti come quello del cosiddetto ‚Stato Islamico‘, Al-Nusra e Al-Qaida vanno resi pubblici per smascherare lo Stato turco e la sua alleanza fascista AKP/MHP come responsabile di massacri in Europa, Medio Oriente e Kurdistan.
„Stornate le vostre vacanze in Turchia“
I popoli del Kurdistan, della Turchia e dell’Europa devono prendere distanze dall’inclinazione di passare le vacanze in Turchia. Ogni centesimo speso in Turchia si rivolge contro il popolo curdo nella forma di un proiettile. Preferire un altro luogo per le vacanze proprio per questo è la decisione giusta. Nella consapevolezza che la Turchia con le sue entrate dal turismo finanzia la guerra, facciamo appello a desistere dai progetti di viaggi nel Paese. Non partecipate alla guerra di questo governo fascista.“

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SÜDTIROL – IL RICORDO DI KURT WELSER – di Roland Lang

Kurt Welser

“Kurt Welser avrebbe compiuto 90 anni”. Così Roland Lang, Obmann des Südtiroler Heimatbundes, ricorda il militante del BAS.

Leader degli attivisti austriaci del BAS nel Tirolo Settentrionale, Kurt Welser si occupava principalmente dei rifornimenti e dell’addestramento degli attivisti sudtirolesi.

Nel 1963 fu arrestato per diversi attentati dinamitardi compiuti a Ebensee in Alta Austria. I tre atti terroristici, con un morto e due gendarmi austriaci rimasti gravemente feriti (cinque scolari e due adulti scamparono per miracolo all’attentato) furono tuttavia compiuti da neofascisti italiani.

Kurt Welser morì nel 1965 in Svizzera in un incidente in montagna.

BAS-Aktivist Kurt Welser wäre 90 Jahre alt geworden

Am bevorstehenden 25. Juni wäre Kurt Welser 90 Jahre alt geworden. Welser war die herausragendste und aktivste Figur der österreichischen BAS-Gruppe in Nordtirol. Vor allem war der in Innsbruck lebende Kaufmann für die Versorgung und Ausbildung der Südtiroler Freiheitskämpfer zuständig. “Ohne Scheu und Angst schmuggelte er tonnenweise Sprengstoff und Waffen über den Brenner”, weiß SHB-Obmann Roland Lang.

Bereits Ende Jänner 1961 machte er auf sich aufmerksam, als er mit Heinrich Klier und Martl Koch das streng bewachte Mussolini-Reiterstandbild – im Volksmund „Aluminiumduce“ genannt – vor dem E-Werk in Waidbruck sprengte. Er war nicht nur Sympathieträger „im Sinne der gerechten Sache“, sondern als es zwischen den Nordtiroler und Südtiroler Freiheitskämpfern aufgrund divergierender Interessen zur Verstimmung kam, auch ein glänzender Vermittler und Diplomat.

1963, zwei Jahre nach der legendären „Feuernacht“, wurden ihm mehrere Sprengstoffanschläge im oberösterreichischen Ebensee (Salzkammergut) mit einem Todesopfer und zwei schwer verletzten Gendarmen – fünf Schulkinder und zwei Erwachsene entgingen durch Glück dem Anschlag – angelastet. Diese Anschläge waren jedoch von italienischen Neofaschisten begangen worden. Welser konnte  seine Unschuld einwandfrei beweisen.

Herlinde Molling erinnert sich: „Südtirol war für Kurt Welser das bestimmende Anliegen seines kurzen Lebens. Schon sehr früh, nach 1946, nahm er bei seinen Südtirol-Aufenthalten das Problem wahr, suchte Gleichgesinnte und begann ab 1957 nach Kontaktaufnahme mit Sepp Kerschbaumer den Widerstandskampf aufzubauen. Im ganzen Land gab es Sympathisanten und Aktionswillige die sich untereinander organisierten”, so Herlinde Molling. “Kurt Welser suchte diese Gruppen auf, redete mit ihnen, bot Sprengausbildungen an und lieferte bis in die hintersten Täler das, was für einen gewaltsamen Protest gewünscht wurde. Seine geradlinige offene Art, sein Optimismus und seine Begeisterungsfähigkeit zogen viele an. Er war Mittelpunkt des Freiheitskampfes ab 1961.“

“Welser, der in seiner Freizeit gerne in der Bergwelt unterwegs und ein ausgezeichneter Kletterer war, starb mit nur 36 Jahren am Hochunserfrauentag 1965 bei einer Bergtour am Zinalrothorn in der Schweiz, während der Schwurgerichtsprozess in Graz wieder aufgerollt wurde,”, berichtet Lang.

“Ohne Zweifel werden wir Kurt Welser und seine uneingeschränkte Heimatliebe nie vergessen. Er hat einen Ehrenplatz in der neuen (Süd-)Tiroler Geschichte inne. Die Heimatliebe wird auch von seiner Tochter Katharina getragen, die als Schauspielerin die Rolle der Paula Tschurtschenthaler im TV-Vierteiler „Verkaufte Heimat“ verkörpert hat. Wir müssen Gott danken, so einen aufrechten und ehrlichen Freund gehabt zu haben, auch wenn er leider allzu früh sterben musste”, schließt der Obmann des Südtiroler Heimatbundes Roland Lang.

Roland Lang
Obmann des Südtiroler Heimatbundes

 

BREVE RIASSUNTO DI STORIA CATALANA

Per chi la conosce poco o per chi ha solo sentito parlare di Catalunya negli ultimi tempi, facciamo un breve riassunto della Storia di questa Terra e dello spirito che anima il suo Popolo. Il desiderio di Autodeterminazione non nasce negli anni recenti, si poggia su solide basi e riferimenti, sui quali si è innestata la voglia di partecipazione popolare, la mobilitazione sociale e la protesta contro la violenza dello Stato spagnolo. Rileggiamo insieme queste poche pagine di Storia….. Buona visione

CURDI SEMPRE SOTTO TIRO – di Gianni Sartori

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IN DISACCORDO SU MOLTE QUESTIONI (E FORSE IN PROCINTO DI SCATENARE L’ENNESIMA GUERRA MEDIORIENTALE) I DETENTORI DEL POTERE (SE NON PROPRIO TUTTI, ALMENO IN BUONA PARTE) SEMBRANO SOSTANZIALMENTE D’ACCORDO NEL REPRIMERE IL POPOLO CURDO…

Il 19 giugno la polizia turca (la brigata antiterrorista, TEM) ha compiuto una serie di arresti ai danni di esponenti e dirigenti di HDP (Partito democratico dei Popoli) nei distretti di di Menemen e Aliaga.

Dopo la cattura i militanti curdi (tra cui il Copresidente dell’emittente di HDP di Menemen) sono stati portati nel carcere di Izmir.

Invece il 20 giugno due persone (presumibilmente curde) sono state arrestate in Belgio a conclusione di una inchiesta avviata ancora nel 2017 da un giudice di Liegi e condotta dal tribunale federale in collaborazione con Eurojust e Europol.

Le indagini avevano portato a perquisizioni in vari paesi europei: Austria, Francia, Belgio, Svizzera e Germania).

L’accusa, aver fatto parte del PKK e delle Forze di difesa del popolo (HPG) e aver reclutato e addestrato miliziani combattenti.

Quasi contemporaneamente veniva arrestato a Marsiglia il rifugiato curdo Hayrettin Demir (da oltre venti anni in Francia con regolare permesso di lavoro).

Su di lui pende una richiesta di estradizione da parte di Ankara e – naturalmente- i suoi familiari hanno espresso tutte le loro preoccupazioni in quanto la vita di Demir in caso di estradizione sarebbe in pericolo.

L’impressione è che per i curdi che vivono nell’Esagono si prepari – se non un vero e proprio giro di vite – perlomeno una campagna di pressione. Per esempio sui conti bancari (congelati, almeno provvisoriamente) e sulle proprietà dei membri e amministratori del Consiglio democratico curdo (CDK-F).

Forse non del tutto casualmente, questo è avvenuto in sospetta sincronicità con l’incontro tra Jean Yves le Drian (ministro francese degli Affari esteri) e il suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu.

Da parte sua il Consiglio curdo ha emesso un esplicito comunicato:
Appare evidente come ancora una volta Parigi stia negoziando consistenti contratti con Ankara. E ancora una volta sulla pelle dei rifugiati curdi in Francia”.  

La collaborazione anti-curda tra Francia e Turchia, per quanto non sistematica, ha comunque dei precedenti. Infatti tra il 2006 e il 2013 centinaia di curdi erano stati arrestati.

Inquietanti poi le recenti minacce di morte (forse provenienti dai servizi turchi, il MIT) nei confronti di copresidenti e portavoce del CDK-F. Minacce che fatalmente riportano alla memoria la strage di tre femministe curde avvenuta a Parigi nel gennaio 2013.

E poi – non poteva mancare – anche l’Iran.

Perfino in questo momento – nel mirino della prossima, possibile aggressione imperiale – trova il tempo per reprimere i dissidenti.

La notizia è stata data in questi giorni, ma gli avvenimenti risalgono al mese scorso.

Il 16 maggio numerosi attivisti sono stati arrestati a Marivan (nel Kurdistan sotto l’amministrazione di Teheran) durante una manifestazione contro la violenza sulle donne. L’iniziativa – con cui si intendeva portare all’attenzione della società civile iraniana l’incremento dei femminicidi – si era svolta sulla tomba di una donna recentemente assassinata. Tra gli arrestati, almeno tre donne curde accusate di aver “turbato l’ordine pubblico”.

Gianni Sartori

MA ANDARE A PIANTARE ALBERI IN ROJAVA E’ DIVENTATO UN CRIMINE? di Gianni Sartori

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Chissà cosa ne avrebbe pensato Jean Giono (sì, quello de “L’uomo che piantava gli alberi”).
Il 17 giugno è iniziato il processo (di tre giorni, si prevedeva) avviato dalla militante ecologista danese Anne Dalum per riavere il proprio passaporto.
Documento che le era stato confiscato dalla polizia il 6 gennaio mentre era in procinto di recarsi in Rojava per partecipare al progetto “Make Rojava Green Again”.
Una conseguenza dell’inasprimento della legge sui passaporti votata in Danimarca nel 2015. Magari con le migliori intenzioni (impedire a combattenti stranieri di arruolarsi in milizie coinvolte in qualche conflitto armato), ma destinata talvolta a sgradevoli effetti collaterali.
Tali procedure – a quanto pare – stanno per essere adottate in maniera sistematica anche da Londra per impedire ai cittadini britannici di recarsi nel nord-est della Siria (pena prevista: fino a dieci anni).
Già nel febbraio 2016 le autorità danesi avevano confiscato il passaporto della giovane di origini curde Joanna Palani (poi arrestata per aver violato il divieto di viaggiare fuori dal paese). Al momento del suo rientro in Danimarca, venne accusata di “minacciare la sicurezza nazionale” in quanto aveva combattuto con le YPJ, le Unità di Protezione delle Donne (in curdo: Yekineyen Parastina Jin).
A perorare la richiesta di Anne Dalum di riavere il suo passaporto è intervenuto lo stesso avvocato di Joanna Palani.
Gianni Sartori

CONCERTO A VERVIERS PER UNA MAMMA CURDA – di Gianni Sartori

riceviamo questo appello che riguarda il mondo della Diaspora Kurda dall’amico Gianni:

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Birgül Güler, una donna curda di 33 anni, madre di quattro bambini, vive in Belgio e – per ragioni burocratiche – non può godere dell’assistenza sanitaria statale. Le cure sono indispensabili per tentare di sopravvivere ad una grave forma di cancro all’utero.
Per lei è stato quindi organizzato un concerto benefico:
Birgul Icin, bir umutHevijek ji bo Birgul (una speranza per Birgul).
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Lo scopo, raccogliere – almeno in parte – la somma necessaria per proseguire nelle terapie. Il concerto è previsto per il 28 giugno a Verviers e numerosi artisti hanno già dato la loro adesione:
Farqin Azad, Grup Sinemilli, Ferhat Tunc, Umut Altincag, Hozan Diyar, Hozan Kawa, Araz Guler, Leyla Soysuren, Dogan Celik…
Il maggiore dei quattro figli di Birgül ha 15 anni e il più piccolo un anno e mezzo. E’ per loro che – da quando questa malattia ritenuta incurabile le è stata diagnosticata – la coraggiosa donna curda resiste e si batte con forza.
Anche se non potete assistere al concerto, potete comunque contribuire a questa causa sacrosanta acquistando ugualmente i biglietti (contattando in privato Ibo Nisebin).
Ricordo:
alle ore 17 del 28 giugno

Hall de Gérardchamps – Quai de la Vesdre, 20  – 4800 Verviers

Gianni Sartori

SÜDTIROL – Per l’autodeterminazione della popolazione di Hong Kong – di Roland Lang

In merito agli incidenti in corso ad Hong Kong, riceviamo questo comunicato firmato da Roland Lang, Obmann des Südtiroler Heimatbundes.

Bildquelle-+Neue+Züricher+Zeitung

Für die Selbstbestimmung der Hongkonger Bevölkerung

Die Welt zeigt sich überrascht, wie viele Menschen in Honkong sich gegen das chinesische Auslieferungsgesetzt und gegen die zentralistischen Bestrebungen wehren. Mutig sind seit Tagen immer wieder mehr als eine Million Menschen auf die Straße gegangen, um für das Recht auf Selbstbestimmung des autonom verwalteten Hongkongs zu demonstrieren.

Die sich auf die kommunistische Doktrin berufene Volksrepublik China will durch ein Gesetz unbeliebte und freiheitsliebende Menschen in Hongkong festnehmen und einsperren bzw. verschwinden lassen. Dies soll über Vasallen Pekings im Hongkonger Gouvernement geschehen.

Gegen diese zentralistischen und freiheitsraubenden Einmischungen und für die Trennung Hongkong vom demokratiefeindlichen und polizeistaatlich geführten China setzt sich nun ein ganzes Volk ein.

Die mit China geschäftemachende Welt kann nicht zusehen, wie die hauptsächlich von Hunderttausenden jungen Menschen angeführte Protestbewegung mit Knüppel und  Handschellen blutig niedergeschlagen wird.

Der Südtiroler Heimatbund solidarisiert sich mit dem Hongkonger Volk. Er fordert auch vor allem die in Südtirol niedergelassenen chinesischen Staatsangehörigen auf, sich von ihrer menschenfeindlichen Regierung zu distanzieren.

Die sieben Millionen starke Bevölkerung von Hongkong muss ihre  Zukunft selbst bestimmen und vor allem muss die Meinungs- und Pressevielfalt, Demokratie und Freiheit gewährleistet sein.

Wenn man an die Geschehnisse in Katalonien denkt, weiß man, dass es in dieser Hinsicht auch in Europa noch sehr viel aufzuholen gibt, schließt SHB-Obmann Roland Lang.

Roland Lang SHB

Roland Lang
Obmann des Südtiroler Heimatbundes

#CATALUNYA – #JUDICI1O – #HOTORNAREMAFER

Siamo arrivati quasi al termine del processo contro l’indipendentismo catalano.

Nell’ambito delle dichiarazioni finali, riportiamo per intero quella di Jordi Cuixart, presidente di Omnium Cultural, in quanto pensiamo che nella stessa si può trovare il riassunto delle posizioni culturali e politiche che dovrebbero guidare ogni movimento che si impegni per raggiungere la Libertà di un Popolo:

Ci processano perchè hanno paura.

Non rinunceremo mai ai diritti umani e a votare tutte le volte che occorra.

Disobbedienza civile contro l’ingiustizia.

Libertà e coraggio.

TORNEREMO A FARLO – #HOTORNAREMAFER

Fonte: TV3

 

#OrainPresoak – Catena Umana Biarritz – 8 giugno 2019

Centro Studi Dialogo a Biarritz per la Catena Umana Basca

Una delegazione di Centro Studi Dialogo si è recata lo scorso sabato a Biarritz (Paesi Baschi) per partecipare a una catena umana organizzata dalle maggioni associazioni che si battono per la Pace in Euskal Herria e per la soluzione definitiva del problema dei prigionieri politici baschi. Il tema era infatti #OrainPresoak #MaintenantLesPrisonniers #AhoraLxsPresxs

La manifestazione ha avuto grande successo con la partecipazione di 3000 persone e centinaia di volontari.

commento musicale:

Txoria txori (Mikel Laboa)

Zapalduen olerkia (Ken Zazpi)