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#Americhe #Brasil – ALTRI DUE MILITANTI DEL MOVIMENTO DOS TRABALHADORES RURAIS SEM TERRA (MST) ASSASSINATI IN BRASILE – di Gianni Sartori

“Terra e Libertà”, sempre lì si va a parare. E non solo in America Latina. Anche se non conosceva lo slogan, sicuramente lo aveva intuito e messo in pratica – compatibilmente con i mezzi e i tempi – anche mio nonno Augusto. “Obbligato”, ossia bracciante a giornata, in pratica anche lui “contadino senza terra”. Tanto che quando per protestare contro l’agrario del luogo aprì, con gli altri compagni delle Leghe, le stalle liberando il bestiame e mandandolo a spasso per i campi, le camicie nere vennero a prenderlo a casa. Scampò all’olio di ricino (ma non a qualche mazzata) soltanto perché mia nonna Pina, mondina e alta meno di un metro e sessanta, ne inforcò due (letteralmente col forcone) mandandoli all’ospedale. Altri tempi.
Ben più tragica la sorte toccata a due militanti del Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST) che nella notte tra il 10 e l’11 gennaio sono stati assassinati a colpi di arma da fuoco a Tremembé (Stato di São Paulo, Brasile). Si tratta di Valdir do Nascimento (52 anni, dirigente regionale di MST) e di Gleison Barbosa Carvalho (28 anni). Altri sei contadini sono rimasti feriti, alcuni gravemente. Gli assassini sarebbero arrivati sul luogo del delitto a bordo di un’auto e di una moto (da cui pare siano stati esplosi i colpi mortali).
Per quanto riguarda il presunto mandante, forti sospetti sono calati su un certo “Nero do Piseiro”. Riconosciuto da alcuni testimoni come a capo della squadra della morte e con cui già in precedenza erano sorti contrasti legati alla ripartizione delle terre. In varie occasioni, l’accampamento di MST era già stato attaccato e invaso. Pare su richiesta di speculatori immobiliari operanti nella regione.
Stando ai dati ufficiali, in Brasile l’1,6% dei proprietari al di sopra dei mille ettari possiedono il 46,8% delle terre. Inoltre il 51,4% delle grandi proprietà risulta improduttivo. Si tratta di oltre 130 milioni di ettari che in teoria, in base al dettato costituzionale, potrebbe venir espropriati.
Il movimento di sinistra MST (sorto ufficialmente nel 1984, ma attivo fin dal 1978) si batte per una giusta ridistribuzione delle terre coltivabili ossia per una riforma agraria autentica e strutturale. Da decenni procede nell’occupazione (installando accampamenti) di terre lasciate incolte o utilizzate per il bestiame. Entrando quindi in contrasto aperto con le lobby degli allevatori e dei proprietari terrieri brasiliani. Si calcola che gli aderenti siano circa un milione e mezzo e che almeno 350mila persone abbiano potuto usufruire di un po’ di terra grazie alle lotte comuni. Altrettanti sono in attesa negli accampamenti.
Gianni Sartori
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#Americhe #Popoli – IN NOME DELLA PROPRIETA’ PRIVATA, LA MINISTRA DELLA SICUREZZA DI MILEI ESPELLE UNA COMUNITA’ MAPUCHE – di Gianni Sartori

Coincidenza, ricopriva la stessa carica all’epoca della “sparizione” di Maldonado.
Giovedì 9 gennaio, al mattino, è iniziata l’espulsione (la prima da diciotto anni) della comunità mapuche Paillako, guidata da Cruz Cárdenas, in un’area del Parco Nazionale Los Alerces (provincia di Chubut).
Operazione condotta dalla polizia sotto la diretta supervisione della ministra Patricia Bullrich, del governatore Ignacio Torres e del presidente dei Parchi Nazionali, Cristian Larsen. Era stata autorizzata dal giudice federale d’Esquel, Guido Otranto, dopo che il governo aveva deciso di non protrarre la legge N.° 26.160 sull’urgenza territoriale indigena (con cui viene sospesa l’esecuzione delle espulsioni dai territori rivendicati dagli indigeni).
Queste terre erano occupate dalla comunità Paillako da circa quattro anni e l’espulsione è stata giustificata “in difesa della proprietà privata e dell’ordine giuridico sull’intero territorio nazionale”.
Con un passato da accesa peronista e – anche se oggi lo nega – presumibilmente anche nei montoneros (nella Columna Norte sotto il comando di Rodolfo Galimbert, all’epoca compagno di sua sorella Julieta Bullrich), Patricia Bullrich Luro era ministro della Sicurezza (nominata nel 2015 da Macri) anche nel 2017. Quando venne assassinato il manifestante mapuche Santiago Maldonado.
Un breve ripasso per gli smemorati.
Come ricordava Amnesty International “La mattina del 1° agosto 2017, circa 100 agenti della Gendarmeria nazionale argentina (Gna) – forze di sicurezza militari – sono entrati in modo irregolare e violento nel territorio della comunità mapuche Pu Lof a Resistencia, nel dipartimento di Cushamen, provincia di Chubut, nella Patagonia Argentina.
Secondo quanto riferito dalla comunità, le forze di sicurezza nazionali hanno sparato proiettili di piombo e di gomma e hanno incendiato oggetti appartenenti alle famiglie.
Santiago Maldonado, un sostenitore della causa Mapuche ospite della comunità, è scomparso lo stesso giorno (presumibilmente dopo essere stato arrestato nda). Il suo corpo è stato ritrovato a ottobre nel fiume Chubut. Santiago è stato probabile vittima di sparizione forzata dal 1° agosto”.
In quanto presidente del PRO (Propuesta Republicana, conservatore e liberista), nel ballottaggio tra Sergio Massa e Javier Milei, la Bullrich aveva dato il suo sostegno a quest’ultimo. Venendone ricambiata con la conferma a Ministro della Sicurezza nel dicembre 2023.
A operazione di sgombero conclusa, questo è stato il suo compiaciuto commento (indicativo della politica dell’ultraliberista Milei): “Per 18 anni, in Argentina l’usurpazione era stata praticamente legalizzata. La proprietà privata aveva perso il suo valore. Abbiamo lottato per molti anni per porre fine alla Legge 26.160 e questo governo ci è riuscito. Questo è il primo sgombero di una serie che segnerà la fine di un’epoca in cui in Argentina ha regnato la mancanza di rispetto per la proprietà privata”.
Gianni Sartori
#7NotePerUnaNuovaEuropa #Sardigna
#IncontriSulWeb – “FALAMOS GALEGO!” – con Daniel Fontán – venerdì 17 gennaio 2025 – ore 18

Un incontro con Daniel Fontán, creatore di contenuti digitali e docente privato, per analizzare la situazione attuale della Lingua e della Cultura della #Galiza e per far conoscere il suo impegno di divulgazione linguistica portato avanti con la pagina Galician with Dani.
In contemporanea sui nostri social e sul nostro Blog.
