#Kurds #Bombs – ANCORA NOTIZIE SULL’UTILIZZO DI ARMI CHIMICHE NEL SUD-KURDISTAN – di Gianni Sartori

Mentre si auto-investe del ruolo di mediatore e paciere tra Russia e Ucraina, Erdogan non smette di far bombardare la Siria e l’Iraq. Per colpire, annientare la resistenza e le popolazioni curde.

Non solo. Mentre quotidianamente si evoca il pericolo dell’utilizzo di armi chimiche da parte di Mosca, la Turchia (membro della Nato) le starebbe impiegando nuovamente (come era già avvenuto l’anno scorso e all’inizio del 2022) senza che a nessuno venga in mente di protestare.

Al solito: due pesi e due misure.

Stando a quanto dichiarano le HPG (Forze di difesa del popolo, braccio armato del PKK) l’utilizzo di sostanze chimiche (tipo gas asfissianti proibiti dalla Convenzione di Ginevra) avviene regolarmente nelle aree del Nord dell’Iraq (Sud Kurdistan) dove l’esercito e l’aviazione turca agiscono dal 17 aprile (data d’inizio dell’ultima, l’ennesima, offensiva anti-curda) contro la guerriglia.

In questi giorni sono state  investite da tali operazioni soprattutto alcune zone sui monti Werxelê e Kuro Jahro. Aree definite di “importanza strategica” in un comunicato delle HPG.

Sempre nel comunicato si sostiene che “le nostre forze continuano a resistere, sia con le unità mobili, sia come posizioni di combattimento (trincee, cunicoli… si presume nda)”.

Tanto che la Turchia, non conseguendo risultati apprezzabili “sta utilizzando nuovamente e in maniera massiccia le armi chimiche”. A questi attacchi le HPG avrebbero risposto infliggendo perdite (si parla di quattro soldati) agli attaccanti turchi.

Per bombardare le posizioni curde, Ankara ha utilizzato elicotteri da combattimento, scaricando sia bombe esplosive che sostanze chimiche. Altri attacchi si sono registrati il 3 e il 4 maggio anche nella zona di Kuro Jahro e Şehîd Şahîn (nella regione di Zap). Nella sola giornata di mercoledì 4 maggio qui si sono contati oltre una dozzina di attacchi aerei e decine e decine di bombardamenti da mortaio. Non senza incontrare resistenza. Stando sempre al comunicato, i franchi tiratori curdi avrebbero colpito almeno altri tre soldati turchi.

Gianni Sartori

#EuskalHerria #PrigionieriPolitici – Manifestazione a Baiona

fonte immagine Artisans de la Paix

Durante il mese di maggio saranno esaminate dal “Tribunal d’application des peines” le richieste di libertà condizionale per i prigionieri politici baschi Jon Parot e Jakes Esnal.

Le associazioni che si battono per la soluzione del problema dei Prigionieri Politici hanno previsto l’organizzazione di numerosi presidi per evidenziare come ormai questa questione vada risolta, ricordando anche il caso di Unai Parot, fratello di Jon, anch’egli da molti anni in carcere.

Il tutto culminerà con una manifestazione a Baiona il 11 giugno prossimo, proprio alla vigilia dell’annuncio della decisione dei magistrati.

#OrainPresoak

#DialoghiSulWeb #Podcast – #Catalunya – Una Catalunya libera nell’Europa delle Nazioni – ne parliamo con Toni Comin – registrato il 29.10.2021

Un incontro “speciale” con Toni Comin, europarlamentare ed esule politico catalano, vice-presidente del Consell per la Republica, per ripercorrere le tappe della “questione catalana” e per analizzare quale può essere il futuro della Catalunya all’interno di un’Europa delle Nazioni e dei Popoli.
L’incontro si chiude con un messaggio in catalano a tutti i catalani presenti sul territorio italiano.