#Südtirol #Approfondimenti – Osservazioni sulla ricostruzione del Palazzo del Tribunale di Bolzano

Come i più informati sapranno, Il Palazzo di Giustizia di Bolzano, è temporaneamente inagibile e chiuso al pubblico a causa di un grave crollo parziale della struttura avvenuto il 16 luglio 2026.

La struttura è ubicata in Piazza del Tribunale. La Piazza fu realizzata tra il 1939 e il 1942 ed il Palazzo di Giustizia, a forma concava, fu costruito tra il 1939 e il 1956.

Al centro della facciata era collocato un rilievo raffigurante la Giustizia seduta, priva della benda sugli occhi che tradizionalmente simboleggia l’imparzialità; ai suoi lati sono raffigurati un giudice recante il codice e un soldato con una spada.

Lungo il perimetro superiore della facciata corre un’iscrizione in latino, “Pro italico imperio virtute iustitia hierarchia unguibus et rostris” (“Virtù e giustizia a difesa dell’impero italiano con i denti e le unghie”), che richiama retoricamente i valori del regime fascista a difesa dell’impero.

Con il suo esplicito riferimento all’impero coloniale fascista proclamato nel 1936, l’iscrizione rimanda alla funzione originaria dell’edificio, che, insieme alla sede del partito e alla chiesa di Cristo Re, situata in posizione sfalsata, era destinata a glorificare il regime e, lungo l’ex viale Giulio Cesare (l’odierno Corso Italia) a svolgere “l’esplicita funzione di essere una porta d’accesso ideologica alla “Nuova Bolzano” fascista”.

Visto che tale aspetto ha sempre causato tensioni, proprio per i palesi riferimenti al periodo fascista, con la componente linguistica tedesca della Provincia di Bolzano, ora che si parla di ricostruzione andrebbero identificati nuovi percorsi per risolvere tale situazione.

A tal fine, l’associazione https://www.suedtiroler-freiheitskampf.net/ ha incaricato l’avvocato Nicola Canestrini, dello studio legale https://canestrinilex.com/ di redigere una valutazione giuridica su tale questione e, grazie alla disponibilità del suo presidente Roland Lang, siamo in grado di offrirla alla lettura di chi ci segue, nella speranza che le autorità preposte taglino i legami con il passato e guardino verso un futuro di concordia tra le componenti della Società Civile sudtirolese.