Mese: aprile 2022
#7NotePerUnaNuovaEuropa #Spain #Ireland
#Palestina #Repressione – 10 aprile, domenica di sangue in Palestina – di Gianni Sartori

Non ce l’ha fatta Ghada Sabatine a sopravvivere alle numerose ferite da arma da fuoco e alla conseguente perdita di una grande quantità di sangue. Il 10 aprile questa donna di quaranta anni, vedova e madre di sei figli, veniva abbattuta dai soldati israeliani a Husan, nel sud della Cisgiordania occupata.
Inutilmente trasportata dalla Croce-Rossa palestinese all’ospedale di Beit Jala, vicino a Betlemme, qui era poi deceduta.
Stando alla versione ufficiale del Ministero della difesa israeliano, i militari avrebbero aperto il fuoco a causa del suo “atteggiamento sospetto”. Si sarebbe avvicinata troppo ai soldati nonostante alcuni tiri di avvertimento.
Nella stessa giornata un’altra donna palestinese veniva uccisa a Hebron nei pressi della “Tomba dei patriarchi” (Moschea Ibrahimi) dopo che aveva pugnalato un poliziotto israeliano al posto di controllo. Stando al comunicato ufficiale, l’agente era rimasto leggermente ferito.
Come è noto quella di Hebron (dove un migliaio di coloni vivono sotto scorta militare perenne circondati da oltre 200mila palestinesi) è considerata una sorta di “polveriera” quotidianamente sul punto di esplodere.
E’ probabile che tali “incidenti” siano in qualche modo la conseguenza dell’inasprirsi delle operazioni militari israeliane nel settore del campo profughi di Jenin da dove sembra provenissero i responsabili dei recenti attentati a Tel-Aviv.
Secondo il ministero della Salute palestinese nel corso di tali operazioni tre palestinesi (quelli accertati almeno) sarebbero stati feriti a Jenin e altri quattro a Tulkarem. Le persone arrestate sarebbero 24.
Proprio il giorno prima dell’uccisione delle due donne – il 9 aprile – esercito e polizia di frontiera israeliani avevano condotto un’operazione sul campo di Jenin. Nel conflitto a fuoco con elementi palestinesi era rimasto ucciso un venticinquenne, definito un “aderente alla Jihad islamica”.
Dopo questi eventi, nella serata del 9 aprile, da parte israeliana si annunciava un inasprimento dei controlli sui punti di passaggio con ulteriori limitazioni sia in entrata che in uscita.
Gianni Sartori
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#Corsica #Elezioni – Il commento di Petru Poggioli dopo il 1° turno

Elezioni presidenziali 2022 in Corsica: Marine Le Pen come previsto, risultato per Eric Zemmour!
L’estrema destra ha ottenuto più del 41% dei voti.
Marine Le Pen, RN, raggiunge l’obiettivo, come nel 2017: è in testa con il 28,58% dei voti, davanti a E. Macron, presidente uscente, di oltre 10 punti, (18%).
Jean-Luc Mélenchon, con un buon risultato, è 3°, (13,37%). Eric Zemmour arriva in quarta posizione (12,80% dei voti). In una terra storicamente di destra repubblicana, Valérie Pécresse crolla (6,33%). Jean Lassalle, ha ottenuto un buon punteggio (10,41%), mentre il candidato ecologista, Yannick Jadot, ha ottenuto solo il 3,5% dei voti. Il PC, con R Fabien Roussel continua la sua caduta come in Francia.
Gli astensionisti, 1° partito della Corsica.
Ma, come previsto, il 1° partito della Corsica è rappresentato dagli astensionisti. L’astensione è stata, come nelle previsioni, massiccia. La Corsica ha votato molto meno della Francia. Dei 243.140 elettori dell’isola, il 62,76% è andato a votare (68,05% nel 2017), con un netto calo di oltre 5 punti. Il tasso di astensione, ha raggiunto il record del 37,24%, 10 punti in più rispetto alla media francese (circa il 27%). Si tratta di oltre 90.600 elettori che non hanno votato (15.000 in più rispetto al 2017), la più alta astensione dopo il 2002 (41% degli astensionisti).
L’ Alta-Corsica ha raggiunto il record con una partecipazione del 62,62%, (5 punti in meno rispetto al 2017). In Corsica del Sud, partecipazione del 62,93%, (in calo rispetto al 2017). Un segno di una mancanza di interesse che sta crescendo nel tempo per queste elezioni presidenziali, sullo sfondo della campagna di astensione di Core in Fronte e di Corsica Libera, forse seguita da molti giovani? E questa mancanza di interesse è confermata dalle crescenti difficoltà di trovare scrutatori nei seggi elettorali. Infatti come si è potuto notare, la ricorrente mancanza di scrutatori in questa elezione è a questo punto significativa!
Femu a Corsica e il PNC non avevano dato alcuna istruzione di voto ufficiale, (non un buon segno per i Corsi) ma JC Angelini (PNC) e Gilles Simeoni (Femu a Corsica) hanno votato.
Da sottolineare, un certo numero di bollettini targati “Yvan Colonna” con una sua foto e la “bandera”, stampati per l’occasione, ma il loro numero è difficile da determinare (le schede in questo caso sono state considerate “nulle” – NdT). Il tasso di schede non valide, come ad esempio il 20% a Marignana, a volte è rivelatore.
Corsica, terra di estrema destra?
L’estrema destra ha reso l’isola una delle sue terre preferite. Possiamo argomentare dicendo che è il voto maggioritario della “Colonizzazione di ripopolamento” (5000 nuovi iscritti alle liste elettorali provenienti dall’esterno ogni anno, a partire dagli anni 2000 – fonti INSEE), gente che spesso viene a stabilirsi nel nostro paese cercando la sicurezza, gli ex poliziotti e gendarmi che dopo le loro carriere si sono stabiliti nell’isola, le forze dell’ordine e l’esercito in servizio (vedi punteggi intorno alla base di Solenzara, o in qualche caserma della Gendarmeria dove Le Pen e Zemmour fanno “tombola”), ma non illudiamoci.
Dopo gli anni ’80 quando Pascal Arrighi otteneva quasi il 13%, il voto per l’estrema destra è aumentato (anche se in modo proporzionale all’aumento della popolazione dovuto ai nuovi arrivati dagli anni 2000) e ci sono Corsi che votano per l’estrema destra ovunque.
Questo voto è espresso per il momento solo durante le scadenze presidenziali, quando i nazionalisti Corsi sono assenti (schizofrenia) ma questo voto esisteva già e gli ultimi attentati degli islamisti radicali sono serviti a farlo avanzare. Il problema per i nazionalisti Corsi è l’amalgama tra “Colonizzazione di ripopolamento” che denunciamo (5000 arrivi ogni anno diluiscono il nostro popolo) e immigrazione esterna alla Francia, relativa al numero di cittadini magrebini sull’isola e alle paure nate dall’ascesa dell’islamismo radicale, cosa che provoca uno sfondo anti-arabo spesso irrazionale, ma che è una realtà e che dovremo collettivamente prendere in considerazione ed analizzare, soprattutto perché il nostro posto è nel Mediterraneo (non vicino al Nord Europa) e che storicamente la Corsica ha sempre avuto relazioni privilegiate con l’intero Mediterraneo, (anche con il mondo arabo).
I nazionalisti potranno gridarlo ad ogni piè sospinto denunciando il ricorrente razzismo anti-arabo, e riaffermando che l’integrazione con il popolo Corso non dipende dal colore, dalla religione o dall’origine, ma molti Corsi, anche se votano i nazionalisti alle scadenze locali, non li seguono su questa strada.
Quindi dobbiamo riflettere e convincere, altrimenti un giorno o l’altro l’estrema destra sarà presente ed efficiente anche in termini di scadenze elettorali locali.
Nel frattempo, per il 2° round, la situazione ci coinvolgerà in una scelta tra “a Clinica e u Spidale” (la clinica o l’ospedale – NdT)?
Petru Poggioli
11 Aprile 2022
#7NotePerUnaNuovaEuropa #Ireland
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#7NotePerUnaNuovaEuropa #Breizh
#IncontriSulWeb – la presentazione del nuovo numero di #DialogoEuroregionalista
E’ in uscita il primo numero dell’anno 2022 del trimestrale edito da Centro Studi Dialogo, un numero dedicato al militante corso #YvanColonna, un lettore appassionato della rivista.
