#Corsica #Elezioni – Il commento di Petru Poggioli dopo il 1° turno

fonte immagine AP Photo/Francois Mori

Elezioni presidenziali 2022 in Corsica: Marine Le Pen come previsto, risultato per Eric Zemmour!

L’estrema destra ha ottenuto più del 41% dei voti.

Marine Le Pen, RN, raggiunge l’obiettivo, come nel 2017: è in testa con il 28,58% dei voti, davanti a E. Macron, presidente uscente, di oltre 10 punti, (18%).

Jean-Luc Mélenchon, con un buon risultato, è 3°, (13,37%). Eric Zemmour arriva in quarta posizione (12,80% dei voti). In una terra storicamente di destra repubblicana, Valérie Pécresse crolla (6,33%). Jean Lassalle, ha ottenuto un buon punteggio (10,41%), mentre il candidato ecologista, Yannick Jadot, ha ottenuto solo il 3,5% dei voti. Il PC, con R Fabien Roussel continua la sua caduta come in Francia.

Gli astensionisti, 1° partito della Corsica.

Ma, come previsto, il 1° partito della Corsica è rappresentato dagli astensionisti. L’astensione è stata, come nelle previsioni, massiccia. La Corsica ha votato molto meno della Francia. Dei 243.140 elettori dell’isola, il 62,76% è andato a votare (68,05% nel 2017), con un netto calo di oltre 5 punti. Il tasso di astensione, ha raggiunto il record del 37,24%, 10 punti in più rispetto alla media francese (circa il 27%). Si tratta di oltre 90.600 elettori che non hanno votato (15.000 in più rispetto al 2017), la più alta astensione dopo il 2002 (41% degli astensionisti).

L’ Alta-Corsica ha raggiunto il record con una partecipazione del 62,62%, (5 punti in meno rispetto al 2017). In Corsica del Sud, partecipazione del 62,93%, (in calo rispetto al 2017). Un segno di una mancanza di interesse che sta crescendo nel tempo per queste elezioni presidenziali, sullo sfondo della campagna di astensione di Core in Fronte e di Corsica Libera, forse seguita da molti giovani? E questa mancanza di interesse è confermata dalle crescenti difficoltà di trovare scrutatori nei seggi elettorali. Infatti come si è potuto notare, la ricorrente mancanza di scrutatori in questa elezione è a questo punto significativa!

Femu a Corsica e il PNC non avevano dato alcuna istruzione di voto ufficiale, (non un buon segno per i Corsi) ma JC Angelini (PNC) e Gilles Simeoni (Femu a Corsica) hanno votato.

Da sottolineare, un certo numero di bollettini targati “Yvan Colonna” con una sua foto e la “bandera”, stampati per l’occasione, ma il loro numero è difficile da determinare (le schede in questo caso sono state considerate “nulle” – NdT). Il tasso di schede non valide, come ad esempio il 20% a Marignana, a volte è rivelatore.

Corsica, terra di estrema destra?

L’estrema destra ha reso l’isola una delle sue terre preferite. Possiamo argomentare dicendo che è il voto maggioritario della “Colonizzazione di ripopolamento” (5000 nuovi iscritti alle liste elettorali provenienti dall’esterno ogni anno, a partire dagli anni 2000 –  fonti INSEE), gente che spesso viene a stabilirsi nel nostro paese cercando la sicurezza, gli ex poliziotti e gendarmi che dopo le loro carriere si sono stabiliti nell’isola, le forze dell’ordine e l’esercito in servizio (vedi punteggi intorno alla base di Solenzara,  o in qualche caserma della Gendarmeria dove Le Pen e Zemmour fanno “tombola”), ma non illudiamoci.

Dopo gli anni ’80 quando Pascal Arrighi otteneva quasi il 13%, il voto per l’estrema destra è aumentato (anche se in modo proporzionale all’aumento della popolazione dovuto ai nuovi arrivati dagli anni 2000) e ci sono Corsi che votano per l’estrema destra ovunque.

Questo voto è espresso per il momento solo durante le scadenze presidenziali, quando i nazionalisti Corsi sono assenti (schizofrenia) ma questo voto esisteva già e gli ultimi attentati degli islamisti radicali sono serviti a farlo avanzare. Il problema per i nazionalisti Corsi è l’amalgama tra “Colonizzazione di ripopolamento” che denunciamo (5000 arrivi ogni anno diluiscono il nostro popolo) e immigrazione esterna alla Francia, relativa al numero di cittadini magrebini sull’isola e alle paure nate dall’ascesa dell’islamismo radicale, cosa che provoca uno sfondo anti-arabo spesso irrazionale, ma che è una realtà e che dovremo collettivamente prendere in considerazione ed analizzare, soprattutto perché il nostro posto è nel Mediterraneo (non vicino al Nord Europa) e che storicamente la Corsica ha sempre avuto relazioni privilegiate con l’intero Mediterraneo, (anche con il mondo arabo).

I nazionalisti potranno gridarlo ad ogni piè sospinto denunciando il ricorrente razzismo anti-arabo, e riaffermando che l’integrazione con il popolo Corso non dipende dal colore, dalla religione o dall’origine, ma molti Corsi, anche se votano i nazionalisti alle scadenze locali, non li seguono su questa strada.

Quindi dobbiamo riflettere e convincere, altrimenti un giorno o l’altro l’estrema destra sarà presente ed efficiente anche in termini di scadenze elettorali locali.

Nel frattempo, per il 2° round, la situazione ci coinvolgerà in una scelta tra “a Clinica e u Spidale” (la clinica o l’ospedale – NdT)?

Petru Poggioli

11 Aprile 2022

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