#KURDS – MAWDA, POTRAI MAI PERDONARE QUESTO MONDO E PERDONARCI PER NON AVERLO CAMBIATO? – di Gianni Sartori

Ci sono avvenimenti, tragedie che non consentono nemmeno di indignarsi. Tanto grande è l’amarezza, il dolore. Soprattutto se le vittime sono bambini.

Penso alle vicende di Sara Gesses, di Alan Kurdi…

Quando è stata uccisa, colpita alla testa da una pallottola della polizia, Mawda Shawdi, bambina curda, aveva soltanto due anni.

La pallottola, presumibilmente, era destinata all’autista del furgone, stipato di famiglie di migranti provenienti dal Kurdistan iracheno (30 persone, tra cui almeno quatto bambini), inseguito e circondato da quattro auto della polizia.

Per quanto sul tragico episodio permangano zone d’ombra (e versioni contraddittorie), una ricostruzione attendibile avrebbe confermato che nella notte del 17 maggio 2018, verso le due di notte, la polizia individuava un furgone sospetto fermo in un’area di sosta dell’autostrada  E42 (a circa sessanta chilometri da Bruxelles). Rifiutandosi di sottoporsi al controllo, il mezzo si sarebbe velocemente allontanato  in direzione di Mons. L’inseguimento proseguiva fino a Maisières (a 20 chilometri dalla frontiera franco-belga). Poi gli spari e la bambina estratta  sanguinate dal veicolo.

Stando alla versione dei familiari (a cui venne poi ordinato, almeno in un primo tempo, di lasciare il territorio belga) durante l’inseguimento due vetture della polizia si erano posizionate, rispettivamente, una a destra e l’altra a sinistra del furgone. Contemporaneamente altre due lo tallonavano da dietro. Mawda e i suoi genitori si trovavano sulla destra del conducente. Per far vedere che sul mezzo c’erano dei bambini le persone che si trovavano sui sedili  posteriori avevano rotto il vetro. Lo sparo sarebbe partito dalla vettura della polizia che si trovava a sinistra.

Mawda era deceduta nell’ambulanza durante il trasporto all’ospedale, mentre gli altri migranti venivano arrestati e interrogati per 24 ore. Solamente dopo il rilascio i suoi genitori venivano informati della morte della figlia.

Trascorsi due anni, completate le indagini e accelerata l’istruttoria, a breve il dossier verrà esaminato dalla Camera di consiglio (presumibilmente il 26 giugno).

Il tribunale di Mons dovrebbe chiedere il rinvio a giudizio per tre persone, tra cui il poliziotto che aveva sparato.

Negli ultimi mesi a Bruxelles, a Liegi e in altre città del Belgio vi sono state numerose iniziative affinché a Mawda sia resa una se pur tardiva e parziale giustizia. Da segnalare, sia per la costanza che per l’intensità, le manifestazioni e le veglie indette dalla “Coordination Semira Adamu”.

Gianni Sartori

 

 

 

 

 

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