#VENETO – Il Palazzo Venezia di Roma e quello di Istanbul ritornino di proprietà del Veneto – di Ettore Beggiato

Palazzo Venezia

Il 24 agosto 1866 veniva firmata a Vienna la “Convenzione  fra la Francia e l’Austria per la Venezia” che ripropongo; è un documento particolarmente interessante soprattutto all’art. 1 “Sua Maestà l’Imperatore d’Austria cede il Regno Lombardo-Veneto a Sua Maestà l’Imperatore dei Francesi, che lo accetta” e all’articolo aggiuntivo.

L’articolo 1 ratifica il passaggio del Veneto dall’Austria alla Francia (cosa che secondo alcuni studiosi era già avvenuta il 5 luglio 1866 dopo la disfatta austriaca di Sadowa) e che sarà propedeutico al passaggio del Veneto dalla Francia all’Italia, come previsto dal trattato di pace di Vienna del 3 ottobre, “sotto riserva del consenso delle popolazioni debitamente consultate”, cioè il Veneto sarebbe passato all’Italia solo dopo un voto libero e democratico, altro che il plebiscito-truffa del 21-22 ottobre 1866 avvenuto due giorni dopo il formale passaggio del Veneto ai Savoia !

L’articolo aggiuntivo ricorda invece che:  

“La proprietà dei Palazzi di Austria a Roma e a Costantinopoli, già appartenenti alla Repubblica Veneta, restano acquisite al Governo au­striaco.”

Il Palazzo di Austria altro non è che il Palazzo  Venezia (o Palazzo San Marco)  costruito nel 1455 per il cardinale veneto Pietro Barbo, nominato poi papa Paolo II. Il progetto del palazzo, il primo rinascimentale di Roma, viene attribuito a Leon Battista Alberti; all’interno ci sono  pitture di Donato Bramante e di Andrea Mantegna. Nel 1564 vene ceduto alla Serenissima Repubblica Veneta che lo destinò a residenza degli ambasciatori veneti (e tale veste mi auguro venga ripristinata quanto prima). Nel 1916 fu espropriato dall’Italia.

L’altro  “Palazzo  Venezia” è a Costantinopoli (Istanbul) storica dimora dell’ ambasciatore  veneti (bailo) nella facciata del quale campeggia un bel leone di San Marco, ed è attuale dimora estiva dell’ambasciatore italiano ad Ankara (Turchia).

I due palazzi appartengono al patrimonio inalienabile del popolo veneto: sarebbe opportuno che  la nostra Regione incominciasse l’iter per la restituzione.

Ettore Beggiato

 

Convenzione

tra la Francia e l’Austria

per la Venezia

Vienna 24 agosto 1866

Napoleone,

per grazia di Dio e volontà nazionale, Imperatore dei Francesi

A tutti coloro i quali leggeranno queste presenti lettere, salve.

Essendo stata firmata una Convenzione, a Vienna, il 24 agosto 1866, tra la Francia e l’Austria per la cessione del Regno Lombardo-Veneto alla Francia.

Convenzione avente il seguente contenuto:

le Loro Maestà l’Imperatore dei Francesi e l’Imperatore d’Austria, Re di Ungheria e di Boemia, desiderose di regolare la cessione della Venezia precedentemente convenuta tra le Loro Maestà, hanno nominato come Loro Plenipotenziari a questo fine precisamente ossia:

Sua Maestà l’Imperatore dei Francesi, il Duca di Gramont, Suo Ambasciatore presso Sua Maestà Imperiale e Reale Apostolica, Grande Croce del Suo Ordine Imperiale della Legione d’Onore, ecc, ecc, ecc.

e Sua Maestà l’Imperatore d’Austria, Re di Ungheria e di Boemia, il Conte di Mensdorff-Pouilly, Luogotenente Generale, Suo Ciambellano e Consigliere intimo, Ministro di  Sua Casa e degli Affari Esteri, Cavaliere dell’Ordine Militare di Maria Teresa, Grande Croce dell’Ordine Imperiale di Leopoldo, Grande Ufficiale della Legione d’Onore, ecc, ecc, ecc.

I quali, dopo essersi comunicato i loro pieni poteri, ritenuti in buona e dovuta forma, sono convenuti sui seguenti articoli:

Articolo 1

Sua Maestà l’Imperatore d’Austria cede il Regno Lombardo-Veneto a Sua Maestà l’Imperatore dei Francesi, che lo accetta.

Articolo 2

I debiti che saranno riconosciuti relativi al Regno Lombardo-Veneto in conformità ai precedenti del Trattato di Zurigo, restano legati al possesso del territorio ceduto.

Essi saranno fissati ulteriormente dai Commissari speciali, designati a questo proposito da Sua Maestà l’Imperatore d’Austria e da Sua Maestà l’Imperatore dei Francesi.

Articolo 3

Una sistemazione particolare, i cui termini saranno fissati tra i Commissari austriaci e francesi all’ uopo incaricati, stabilirà, in conformità alle usanze militari e mantenendo tutti i riguardi dovuti all’onore dell’ Austria, il modo e le condizioni dell’evacuazione delle piazze austriache.

Le guarnigioni austriache potranno trasportare tutto il materiale trasportabile.

Una sistemazione ulteriore sarà conclusa dai Commissari speciali in merito al materiale non trasportabile.

Articolo 4

La rimessa effettiva del possesso del Regno Lombardo-Veneto dai Commissari austriaci ai Commissari francesi avrà luogo dopo la conclusione della sistemazione riguardante la evacuazione delle truppe e dopo che la pace sarà stata firmata tra le Loro Maestà l’Imperatore Francesco Giuseppe e il Re Vittorio Emanuele.

Articolo 5

I Comandanti delle truppe austriache daranno luogo ad un’intesa per la esecuzione di queste clausole con le autorità militari che saranno loro designate dai Commissari francesi, salvo ricorso, in caso di contestazio­ne, ai detti Commissari di Sua Maestà l’Imperatore dei Francesi.

Articolo 6

La presente Convenzione sarà ratificata e le Ratificazioni saranno scambiate, a Vienna, nel più breve tempo possibile.

In fede di ciò, i Plenipotenziari rispettivi l’hanno sottoscritta e vi hanno apposto il sigillo dei loro stemmi.

Fatto in doppia spedizione, a Vienna, il 24 agosto 1866

(L. S.) firmato Gramont             (L. S.) firmato Mensdorff-Pouilly

Articolo aggiuntivo

La proprietà dei Palazzi di Austria a Roma e a Costantinopoli, già appartenenti alla Repubblica Veneta, restano acquisite al Governo au­striaco.

(L. S.) firmato Gramont             (L. S.) firmato Mensdorff-Pouilly

Noi, vista ed esaminata detta Convenzione, seguita da un Articolo aggiuntivo, l’abbiamo approvata e approviamo in tutte ed ogni disposizioni che vi sono contenute; dichiariamo che è accettata, confermata e ratificata, e promettiamo che sarà inviolabilmente osservata.

In fede di ciò, Noi abbiamo dato le presenti firmate di nostro pugno e suggellate con il nostro Sigillo Imperiale.

A St. Cloud, il 29 agosto 1866.

L.S. Napoléon

Per l’Imperatore

Drouyn de Lhuys

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