#SÜDTIROL – Commemorazione presso il Campo di concentramento italiano di Prato d’Isarco – 7 settembre 2019 – comunicato stampa bilingue

Karneider Gemeinderat Karl Saxer liest aus dem „Diarium“ eines KZ-Wachmannes

Heimatbundobmann Roland Lang: Auffindung des Tagebuchs eines KZ Wächters durch den Buchautor Günther Rauch ist ein großer Glücksfall.

Am 7. September findet in Blumau mit Beginn um 18.00 Uhr eine Gedenk- und Mahnwache der Heimatvereine statt, um an die im italienischen KZ „Campo di concentramento Prato d’Isarco“ von 1941 bis 1943 gefangen gehaltenen antifaschistischen Regimegegner und Soldaten der alliierten Truppen zu erinnern. Neben Ansprachen verschiedener Südtiroler Persönlichkeiten ist eine Kurzlesung aus dem Tagebuch eines im KZ Campo Prato d’Isarco tätigen Trentiner Wachsoldaten vorgesehen.

Diese Vorlesung hält der Karneider Gemeinderat Karl Saxer, einer der besten Kenner der Blumauer Dorfgeschichte. Saxer wird einige Tagebuchpassagen vorlesen die sich auf die ersten Eindrücke beziehen, welche nicht weniger als sechundsechszig vom Generalstab des Bozner Armeekorps am Dreikönigstag 1941 nach Blumau abkommandierte Scharfschützen beim Betreten des mit doppelten Stacheldraht und hohen Mauern umzäunten Konzentrationslagers gewonnen haben.

Ersten Einblick vom KZ im Tagebuch eines Lagerwächters festgehalten.

Durch die vom Trentiner KZ-Wächter im Tagebuch festgehaltenen Eindrücke erhält man einen ersten Einblick über das 1940 im Auftrag des italienischen Ministerpräsidenten Benito Mussolini vom Staatssekretär und späteren Kriegsminister Guido Buffarini-Guidi in Zusammenarbeit mit dem Bozner Präfekten und Hochkommissar für die Umsiedlung der Südtiroler ins Dritte Reich, Agostino Podestà, und dem Komando des Bozner Armeekorps auf dem früheren Brauereigelände errichtete faschistische Konzentrationslager.

Roland Lang: Auffindung des Tagebuchs eine großer Glücksfall

Für Roland Lang, dem Obmann des Vereins Südtiroler Geschichte und des Südtiroler Heimatbundes und somit Mitträger der Gedenkveranstaltung von Blumau, ist das Erscheinen des „Diariums“ des Trientiner Wachmannes ein großer Glücksfall.

Es untermauert die bereits vom Buchautor Günther Rauch in jahrelanger, mit großer Akribie geführten und im Buch „Italiens vergessenes Konzentrationslager ‚Campo d’Isarco‘ bei Bozen (1941-1943) veröffentlichten Recherche.

Das aus einer tiefkatholischen Bauernfamilie stammenden und am Fuße des Paganella Bergmassiv aufgewachsenen Scharfschützen stellt  eine außerordentlich wichtige Quelle dar über das militärische Leben des späten, von grausamen Kriegen, Leid und Tod gekennzeichneten „Ventennio fascista“.

KarI Saxer, consigliere comunale di Cornedo all’Isarco leggerà brani dal diario di una guardia del “campo di concentramento Prato d’Isarco”
Roland Lang: il ritrovamento delle memorie di un soldato di guardia al campo da parte di Günther Rauch,  ricercatore storico e autore di due libri sul campo fascista, è un grande colpo di fortuna.

Sabato 7 settembre si terrà a Prato all’Isarco con inizio alle 18.00 una veglia per non dimenticare le atrocità delle dittature nazifasciste e in memoria degli internati, oppositori antifascisti del regime e prigionieri di guerra, del campo di concentramento italiano di Prato d’Isarco. Il campo voluto da Benito Mussolini era in vigore dal primo di gennaio 1941 a settembre 1943.

Durante la veglia antifascista, che si svolgerà dalle ore 18.00 alle ore 19.00 davanti alla lapide in memoria del campo in via Tires, prenderanno la parola varie personalità sudtirolesi e trentine, fra cui lo scrittore Trentino Giuseppe Matuella e il capo degli Schützen Jürgen Wirth Anderlan.

Uno dei momenti principali della manifestazione sarà la lettura da parte del Consigliere Comunale di Cornedo all’Isarco e grande conoscitore della storia di Prato all’Isarco, Karl Saxer, di brani scelti dal diario di un sorvegliante del “Campo di concentramento Prato d’Isarco”.

Saxer leggerà alcuni brani riferiti in particolare alle prime impressioni che sessantasei tiratori scelti e soldati inviati dallo Stato Maggiore dell’Esercito italiano a Prato all’Isarco per servizi di vigilanza, ebbero entrando il giorno di epifania del 1941 nel campo di concentramento attorniato da alti muri di cinta e da una schermata di filo spinato.

Un soldato del battaglione Pusteria ha descritto nel diario le sue prime impressioni del campo di concentramento Prato d’Isarco.
Attraverso il racconto nel diario della guardia si avrà una prima descrizione del campo,  voluto dal capo di governo italiano Benito Mussolini e dal suo Segretario di Stato (poi Ministro di guerra) Guido Buffarini-Guidi, già a Bolzano per la “Grande Opzione”, e messo in opera sui terreni e edifici dell’ex-Birreria a Prato all’Isarco, dal prefetto di Bolzano, Agostino Podestà, già prefetto di Perugia e inviato in Sudtirolo come Alto commissario per l’ “esecuzione degli accordi italo-tedeschi per l’Alto Adige” e il trasferimento dei sudtirolesi nel terzo Reich.

Roland Lang: “il ritrovamento nel diario un grande colpo di fortuna”
Per Roland Lang, presidente dell’Associazione Storia del Südtirol e del Südtiroler Heimatbund e membro del Comitato di organizzazione della commemorazione Prato d’Isarco,  la comparsa del diario del guardiano è un grande caso fortunato. Le memorie del soldato italiano confermano in pieno la lunga, meticolosa e attenta ricerca già condotta da Günther Rauch, uno dei più autorevoli e documentati pubblicisti sudtirolesi, già  pubblicata nel libro “Italiens vergessenes Konzentrationslager ‘Camp d’Isarco bei Bozen (1941-1943)”. Il libro sul “campo di concentramento dimenticato dall’Italia” è uscito nel settembre 2018 e ha avuto un grande eco. Già dopo poche settimane il libro era esaurito.
Secondo Roland Lang, il diario scritto da un soldato Trentino proveniente da una famiglia di poveri contadini e di profonda fede cattolica, è una fonte importante su alcuni avvenimenti nel campo adiacente alle strade che porta al Brennero, ma in particolare anche sulla la vita militare degli ultimi anni del ventennio fascista, caratterizzato da grandi sofferenze, da crimini di guerra e di morte nel Montenegro e nei Balcani, di crudeli misfatti fascisti.

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