#SÜDTIROL – Veglia per non dimenticare – 7 settembre 2019

Gedenkstein

Giuseppe Matuella  e Jürgen Wirth Anderlan – insieme per ricordare il campo di concentramento dei fascisti italiani a Prato all’Isarco

Saranno il noto scrittore Giuseppe Matuella della Valsugana, membro del “Circolo Michael Gaismayr del Trentino” e autore di numerosi scritti e libri storici e  il nuovo comandante degli Schützen sudtirolesi, Jürgen Wirth Anderlan, a tenere il 7 settembre alle ore 18 a Prato all’Isarco i discorsi ufficiali per ricordare il campo di concentramento. Questo campo è stato  aperto per volontà dal capo di governi italiano, Benito Mussolini, e dal suo seguace Sottosegretario al Ministero degli Interni, Guidi Buffarini- Guidi, già a Bolzano per gestire l’operazione  delle opzioni. Il campo è stato poi messo in opera del prefetto fascista di Bolzano, Agostino Podestà e dal Corpo d’Armata.  

Il campo prescelto era la grande struttura della vecchia Birreria Blumau di Prato all’Isarco. La scelta per l’unico campo di concentramento fra Verona e Bolzano era caduta su Prato all’Isarco perché il paese non è lontano dal Brennero (Terzo Reich) e perché  la Ex-Birreria era abbandonata e non utilizzata, ed  era già stata acquistata verso la fine del 1939 dal Ministero degli Interni. Inoltre era situata lontano dalla città, ma vicino alla ferrovia.  Sotto molti aspetti il campo di concentramento di Prato all’Isarco era simile a quello di Colfiorito (Perugia), che non a caso era stato perfezionato sotto le direttive dell’allora prefetto di Perugia, Agostino Podestà, uno dei fascisti della prima ora e da febbraio 1940 prefetto di Bolzano. 

Roland Lang, presidente della lega patriottica dei sudtirolesi e membro del comitato organizzatore della veglia di Prato all’Isarco, rileva che nei documenti ufficiali del governo italiano e in tutti i documenti custoditi dalla Croce rossa internazionale (Ginevra) e dal Vaticano e negli archivi dell’ex-Jugoslavia, dei paesi alleati e del Commonwealth e da molti altri documenti il campo era denominato “Campo di concentramento Prato Isarco”.  Il campo, nel quale sono stati rinchiusi migliaia di antifascisti e resistenti dei paesi balcanici (croati, boemi, serbi e montenegrini) e prigionieri di guerra dei paesi alleati e dell’Unione Sovietica ha funzionato dall’inizio del 1941 fino a settembre 1943.

Per il Comitato organizzatore

Roland Lang

 

 

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