YVAN COLONNA, OSTAGGIO DELLA RAGION DI STATO

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Sarà capitato a molti, durante un viaggio in Corsica, di vedere scritte sui muri delle case dell’isola che chiedono la libertà per Yvan Colonna e molti avranno spesso rivisto queste immagini sulle pagine dei social networks dedicate al mondo indipendentista corso.
Ma chi è Yvan Colonna e, soprattutto, perché tanto sostegno nei suoi confronti?
Yvan nasce nel 1960 ad Ajaccio, la capitale della Corsica meridionale e successivamente segue la famiglia nel suo trasferimento nel Sud della Francia, dove il padre parteciperà alle elezioni e verrà eletto deputato al Parlamento di Parigi nelle file del Partito Socialista.
Il rientro sull’isola avverrà agli inizi degli anni ’80 e i Colonna si stabiliranno a Cargese. In precedenza ha frequentato con successo il liceo in Francia e ha iniziato gli studi per diventare insegnante di Educazione Fisica.
Ed è proprio a Cargese che Yvan viene in contatto con il mondo nazionalista corso, in quel periodo piuttosto turbolento e caratterizzato da una frammentazione dolorosa. Yvan si mette in gioco e presto il suo nome comparirà nelle informative delle forze di polizia francesi.
Lo Stato francese è in difficoltà in quei momenti, in quanto, sotto la spinta di militanti culturali e politici, è rinato quel sentimento nazionale corso che si pensava ormai morto e sepolto dopo qualche secolo di occupazione.
Il 6 febbraio del 1998 un commando uccide nel pieno centro di Ajaccio il Prefetto Claude Erignac, colpendo al cuore l’immagine stessa della Repubblica francese; pare che nell’omicidio venga utilizzata un’arma sottratta tempo prima a una piccola caserma della Gendarmerie.
La reazione dello Stato ovviamente non si lascia attendere: viene scatenata una durissima repressione con numerosi arresti negli ambienti nazionalisti, ma l’impressione e’ che si stia brancolando nel buio. E così si va avanti per più di un anno, durante il quale si notano strani movimenti di inquirenti, servizi segreti e forze politiche.
Arrivati alla primavera del 1999, il cerchio si stringe su un piccolo gruppo locale di militanti nazionalisti: costoro vengono arrestati, pare sottoposti a duri interrogatori e finalmente esce fuori il nome di colui che avrebbe sparato ad Ajaccio: YVAN COLONNA.
Nonostante Yvan venga scagionato da testimoni, sia per l’assalto alla Gendarmeria sia per l’omicidio Erignac, viene finalmente trovato il capro espiatorio. Yvan, temendo per la sua incolumità e reclamando a piena voce la sua innocenza, fugge e inizia una latitanza incredibile, di oltre quattro anni, sulle montagne corse.
Purtroppo per lui, la sua vita incrocia con quella dell’astro nascente della politica transalpina, quel Nicolas Sarkozy che proprio sulla cattura del latitante corso punta moltissimo per passare dal Ministero della Giustizia alla Presidenza della Repubblica. E finalmente, il 4 luglio del 2003 alcuni funzionari di polizia bloccano in una fattoria Yvan Colonna, che non oppone resistenza all’arresto.
Inizia qui la vicenda giudiziaria, piena zeppa di strani errori, mancate ricostruzioni, mancati confronti fra co-imputati, testimonianze non accolte e che porta, dopo vari giudizi, alla condanna all’ergastolo del nazionalista corso.
Oggi Yvan è recluso, dopo varie altre destinazioni, nel carcere di Arles, dove passa le giornate leggendo, studiando, facendo esercizi fisici e dilettandosi, anche con notevole profitto, di pittura e cucina, sempre con “morale d’acciaio”, come dice lui. Per il resto viene sottoposto a un regime carcerario abbastanza duro: poche visite di parenti, nessuna possibilità di ricevere pacchi, limiti nella disponibilità di denaro, ovviamente nessuna possibilità di accedere a strumenti di comunicazione digitale.
In questi ultimi mesi però si e’ forse aperta una finestra in questa cupa vicenda: la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha ammesso un ricorso presentato dalla difesa di Yvan e quindi la sua vicenda verrà ridiscussa, soprattutto per quello che riguarda la materia procedurale. Speriamo che ciò porti ad un nuovo processo non condizionato da pressioni varie.
Fin qui la sua storia, che può essere giudicata in molti modi ma che ricorda molto quella del pugile statunitense Rubin Carter, detto Hurricane (molti ricorderanno in merito una bellissima canzone di Bob Dylan e una stupenda interpretazione cinematografica di Denzel Washington).
Speriamo che il finale delle due storie coincida e che finalmente un uomo ormai maturo possa ricongiungersi con la famiglia e con gli amici che sempre l’hanno sostenuto in questi anni, nella sua Isola e in tutta Europa.

Alberto Schiatti

PS per chi volesse scrivere a Yvan un messaggio di sostegno (legge senza problemi l’italiano e vi risponderà entro pochi giorni) :
YVAN COLONNA – 270/batA/C114 Maison Centrale d’ARLES
2 rue Joseph Seguin RD 35 13200 Arles

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