I leghisti si arroccano su richieste annacquate – pubblicato su “Il Cittadino di Lodi” del 12.2.2015

(0 lett Citt Lodi 12.2.15

“E la montagna partorì un topolino”.

Inizia così un duro commento di pro Lombardia Indipendenza in merito alla proposta di Referendum che andrà ai voti nei prossimi giorni presso il Consiglio Regionale lombardo, come appare sul sito ufficiale del Movimento, http://www.prolombardia.eu.

In molti si chiederanno i motivi di questa contrarietà e forse vale la pena di chiarirli in modo conciso, ma chiaro.

Per prima cosa, occorre leggere con attenzione il testo del quesito referendario: “Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell’Unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di particolari condizioni di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 116, terzo comma della Costituzione?”

Già da un primo impatto, si noterà che NON ci troviamo di fronte a un Referendum che richiede l’Indipendenza, ma neppure una forma di Regione a Statuto Speciale, come era stato sbandierato dalla propaganda leghista sia durante la campagna elettorale regionale sia durante questi ultimi mesi di gestione della macchina regionale.

Ed e’ oltremodo bizzarro che un Partito che chiede, all’art. 1 del proprio Statuto, l’Indipendenza della Padania, una volta al potere nelle Regioni più rappresentative di tale territorio si arrocchi su una richiesta tanto annacquata.

Significativo in tal senso anche il passaggio “… nel quadro dell’Unità nazionale…”, che dimostra quanto sia doppio il comportamento dei dirigenti leghisti: si urla “Secessione” ai meeting del Partito per accontentare la militanza rimasta e si tranquillizzano gli attuali (e futuri….) alleati di Palazzo con parole suadenti e a loro gradite.

Per noi di pro Lombardia Indipendenza tale comportamento non costituisce certo una novità: cogliemmo questa doppiezza anche in occasione dell’ultimo Congresso federale (quello che incoronò il nuovo astro Salvini…. ) e rifiutammo l’invito ufficiale, anche perché un Movimento come il nostro che in Europa ha stretti rapporti di collaborazione con il serio Indipendentismo (SNP scozzese, ERC catalana, N-VA fiamminga, BNG gallego, ecc ecc), non poteva certo sedere al fianco dei nuovi “amici” della Lega Nord, la sigra LePen e i rappresentanti della Russia centralista di Putin.

Da quel momento, in effetti, abbiamo potuto constatare come la propaganda leghista abbia abbandonato la sua connotazione secessionista e si sia progressivamente “italianizzata”, abbracciando temi cari alla destra nazionalpopolare e qualunquista italica, sino a raggiungere l’apoteosi in diverse manifestazioni in comune con i nuovi “camerati” di Casa Pound.

Anche in sede lombarda, la giunta Maroni non ha certo brillato per dare lustro alla cultura e alla tradizione lombarda (sicuramente ostaggio degli alleati Forza Italia, Fratelli d’Italia, NCD…. partiti totalmente legati a logiche unioniste) e si e’ distinta solo per aver commissionato a personaggi a lei legati una specie di inno che sta facendo sorridere l’Europa intera: una canzonetta riciclata (per ammissione dello stesso autore….) ben distante da quelli che dovrebbero essere i termini di paragone in ambito continentale e totalmente avulsa dalla tradizione lombarda.

Come totalmente distante rimane quello che vorrebbe essere il “nuovo” vessillo Lombardo che qualcuno in giunta pensa di istituzionalizzare in un prossimo futuro: quel simbolo bianco/verde rappresentante la Rosa Camuna, commissionato dai democristiani ai designer Pino Tovaglia, Bob Noorda, Roberto Sambonet e Bruno Munari nel 1975, e che qualcuno pensa di perpetuare a danno della Storica Bandiera Lombarda raffigurante la Croce di San Giorgio.

Di fronte a tutto questo, i Dirigenti di pro Lombardia Indipendenza hanno deciso di allertare tutti gli attivisti e predisporre una campagna di informazione nei confronti dei conterranei lombardi: lo scopo sarà quello di far conoscere appieno i vantaggi e le prospettive reali di quella che resta l’unica opzione di salvezza per la Lombardia: l’Indipendenza, ovviamente raggiunta con modi democratici e in coordinamento con tutti i Movimenti Indipendentisti fratelli del Continente.

BASTA ITALIA, BASTA VOLERLO

Alberto Schiatti

pro Lombardia Indipendenza

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