La bufala della Lombardia statuto speciale, e della macroregione e del federalismo fiscale.

(0 Bruxelles 30.3.2014

Da Wikipedia: “Il termine bufala può indicare in lingua italiana un’affermazione falsa o inverosimile. Può perciò essere volta a ingannare il pubblico, presentando deliberatamente per reale qualcosa di falso o artefatto. In alcuni casi si prefigura il reato di truffa, nel caso in cui l’autore, o gli autori, procurino per sé o per altri un ingiusto profitto a scapito delle vittime. “

Se ci fosse un podio per le “bufale” raccontate nella politica di Lombardia, la richiesta di uno “Statuto speciale” occuperebbe senza ombra di dubbio la prima posizione incontrastata.
I motivi sono molteplici e li richiamiamo velocemente: Per riforme come il federalismo, l’autonomia o la macroregione serve la modifica della carta costituzionale, che può avvenire solamente attraverso il Parlamento italiano, unico ente in grado di farlo.
Per l’approvazione di queste importanti modifiche ci sono due possibilità:
la maggioranza dei 2/3 del Parlamento;
la maggioranza semplice del Parlamento con successivo referendum confermativo esteso a tutte le regioni.

Nel primo caso servirebbe il voto favorevole di 630 parlamentari, quindi compresi quelli eletti nelle Regioni che grazie allo status quo godono di un trattamento privilegiato. Inutile commentare il secondo, il referendum sulla “devolution” nel 2006 evidenziò proprio l’impercorribilità di tale strada.

La commissione Affari costituzionali della Camera, se ancora ci fosse bisogno di ribadirlo per i più duri di comprendonio, nel corso dell’esame al disegno di legge sulla riforma del bicameralismo e del Titolo V, ha recentemente bocciato un emendamento che autorizzava le regioni a statuto ordinario ad «avviare procedure di consultazione degli elettori, secondo modalità e termini previsti dai rispettivi statuti, per il riconoscimento della condizione di specialità, allegando al quesito referendario un progetto di revisione costituzionale», rendendo automaticamente impossibile sperare nell’autonomia tramite referendum.

Viene quindi spontaneo chiedersi: “Perché allora la politica lombarda continua a propinarci questa soluzione come fattibile?”; la risposta è semplice e chiara per tutti coloro i quali non sono affiliati ai partiti che la propongono: l’autonomia è una “italianata”, ovvero una“via di mezzo”, un “compromesso” che permetterebbe un miglioramento senza particolari traumi.
Un referendum per l’autonomia, si potrebbe obiettare, sarebbe un segnale forte da parte del nostro territorio a Roma e ai suoi governanti; peccato che tutto cadrebbe nel dimenticatoio più assoluto dopo pochi giorni: i media italiani sicuramente non vedono la tematica con favore e farebbero cadervi sopra il silenzio. Qualcuno ancora sente parlare del referendum sulla “Devolution” del 2006, per caso? La Lombardia e il Veneto hanno potuto trarne forse benefici? Assolutamente no, anzi solo gli svantaggi che nascono dalla naturale sudditanza delle regioni nei confronti dello Stato centrale: solo per quest’anno dobbiamo infatti subire, come lombardi, un ulteriore taglio di 1 miliardo di € ai nostri stessi soldi che dovrebbero tornare a casa.

L’unica via d’uscita per la salvezza della Lombardia rimane la dichiarazione d’indipendenza: ci son molti modi per arrivarci, l’importante è continuare a propagandare l’idea come sta facendo proLombardia indipendenza sin dalla sua fondazione senza cambiare idea ad ogni alito di vento. Arriveremo ad una situazione scozzese – catalana anche in Lombardia, se avremo la forza di portare il nostro messaggio nelle case di tutti i lombardi, per questo serve l’aiuto di coloro i quali son liberi dalle catene italiane.

NON AFFONDIAMO CON L’ITALIA – BBB-ASTA ITALIA

(0 BBB

BBB-ASTA ITALIA: Secondo l’agenzia di ‪#‎rating‬ Standard & Poor’s il ‪#‎debito‬ ‪#‎pubblico‬ italiano ha una valutazione un gradino sopra il livello ‪#‎SPAZZATURA‬. Se resteremo una regione di questo ‪#‎Stato‬, verremo trascinati con esso sempre più nell’abisso economico – finanziario. Purtroppo chi ci governa in Regione Lombardia non ha altre preoccupazioni che spartirsi le poltrone nel ‪#‎rimpasto‬ di ‪#‎Giunta‬, come se tutto andasse per il verso giusto. Cari lombardi, ecco ciò che si ottiene a sostenere, votare ed eleggere ‪#‎regionalisti‬ ed ‪#‎autonomisti‬. ‪#‎INDIPENDENZA‬ PER LA ‪#‎LOMBARDIA‬! ‪#‎BBB‬-ASTA ‪#‎ITALIA‬!

COMUNICATO CONGIUNTO DI “NAZIONI CELTICHE” E “EUROPEAN FREE ALLIANCE”, AI QUALI SI AGGIUNGE OVVIAMENTE PRO LOMBARDIA INDIPENDENZA

(0 com Bretagna

Comunicato congiunto di Nazioni celtiche e EUROPEAN FREE ALLIANCE, al quale si aggiunge ovviamente pro Lombardia Indipendenza, in merito alla recente riforma centralista dello Stato francese.

Nostra premessa: “Come movimento siamo da sempre favorevoli alle sincere richieste di autodeterminazione ed indipendenza che nascono in tutta Europa e contrari a qualsiasi progetto di centralizzazione; prima di tutto perché crediamo che in #Europa non ci siano “popoli degni di avere uno Stato” e popoli “non degni”, in seguito perché sappiamo che i progetti degli Stati centralisti tendono tutti ad assomigliarsi, e un giorno saremo noi a rischio di subìre gli stessi patimenti che altri popoli stanno scontando.
Non è un caso infatti che il Presidente del Consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo, abbia citato la recente riforma accentratrice francese come un esempio positivo di “#regionalismo”. DICHIARAZIONE DI SUPPORTO ALLA #BRETAGNA

Considerando i recenti eventi susseguitisi dopo la riforma territoriale francese, e il voto finale dell’Assemblea Nazionale sulla legge che mantiene la Regione della Bretagna nella sua attuale forma di quattro dipartimenti,
noi rappresentanti e/o partiti politici delle Nazioni Celtiche, in solidarietà con il popolo di Bretagna, portiamo avanti questa dichiarazione con l’obiettivo di dare supporto politico e morale alla popolazione e per esprimere le seguenti richieste:

Chiediamo che la Bretagna sia riunificata attraverso un processo democratico trasparente ed efficiente, in accordo con la volontà della maggioranza della popolazione della Bretagna stessa, includendo tutti i suoi cinque dipartimenti. Coscienti del fatto che la Bretagna ha sofferto un’ingiustizia storica dopo più di un millennio di integrità territoriale, quando nel 1941 il governo fascista di Vichy decise di togliere il dipartimento della #Loira_Atlantica dalla Bretagna, la protesta politica per la riunificazione è e sarà sempre legittima. Inoltre chiediamo il riconoscimento del diritto di autodeterminazione, donando a tutti i cittadini il livello di auto governo desiderato in concordia con il principio di sussidiarietà.

Chiediamo che alla regione amministrativa della Bretagna sia garantito uno status politico appropriato e un’Assemblea di Bretagna con competenze legali e politiche, lasciando diventare la Bretagna una Nazione Europea, aperta e democratica, secondo lo spirito di vera de-centralizzazione ed autogoverno, con l’abilità di sviluppare in futuro le sue relazioni e i suoi collegamenti con le altre Nazioni Celtiche e con gli altri Stati Europei.

Chiediamo che il popolo di Bretagna sia riconosciuto come un popolo distinto da quello francese. I cittadini di Bretagna condividono la stessa lingua, cultura, storia e coscienza regionale dei #Gallesi, dei #Cornish, degli #Scozzesi, degli #Irlandesi, e del popolo di #Man. Essi si definiscono Bretoni, parte del Popolo di Bretagna. E’ imperativo che il popolo di Bretagna abbia salvaguardati i propri diritti sotto la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in linea con le buone pratiche già sperimentate da altre parti in Europa. I rappresentanti e/o i partiti politici delle Nazioni Celtiche chiedono allo stato francese di prendere una necessaria misura per rendere realtà queste richieste, nel nome dei valori Europei universalmente riconosciuti, quali diritti umani, libertà fondamentali e democrazia, da sempre promossi dall’Unione Europea e dalle sue istituzioni.