INTERVISTA di GIOVANNI ROVERSI, Presidente di pro Lombardia Indipendenza, concessa e pubblicata su LA STAMPA del 26.03.2014

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La Lombardia che sogna la secessione
“Presto un referendum come in Veneto”

Regione divisa in cantoni e democrazia diretta, il movimento Pro Indipendenza vuole una “Svizzera al di qua delle Alpi”: «Ma con la Lega non c’entriamo nulla»
di Stefano Rizzato

Sognano una secessione come quella della Crimea, ma morbida, senza eserciti e annessioni. Vogliono un Europa unita e coesa, ma spezzettata in un’ottantina di Stati diversi. E puntano a trasformare la Lombardia in una seconda Svizzera, con i cantoni, la democrazia diretta e i referendum. E pure un pezzo di Piemonte, le attuali province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola. Leggere, per credere, il sito del movimento Pro Lombardia Indipendenza: “L’attuale Regione Lombardia è figlia di un disegno centralista che non ha volutamente rispettato i reali confini”, spiegano. Con tanto di cartina modificata (vedi foto).

 

Gli indipendentisti del Nord, insomma, non sono solo veneti. Mentre i “colleghi” della laguna raccoglievano due milioni di firme secessioniste virtuali, vere o fasulle, quelli lombardi si attrezzavano con gazebo in punti strategici di Milano. Per loro il referendum è solo rimandato. “Non c’è una data: la Lombardia ha il doppio degli abitanti e comprende una metropoli come Milano, dove un’iniziativa simile è molto difficile”, spiega Giovanni Roversi, 28 anni, presidente del movimento. “Quella in Veneto è stata un’iniziativa positiva, che ha tolto la cappa d’ignoranza su un tema di cui fino a poco tempo fa non si parlava”.

 

In attesa di consultare il popolo, i Pro Lombardia fanno fronte comune con catalani e scozzesi, che andranno alle urne in autunno, e con gli altri secessionisti del continente. “L’appuntamento è per il 30 marzo a Jubelpark, Bruxelles, con una manifestazione congiunta per l’autodeterminazione”, continua Roversi. “L’obiettivo è costruire un’Europa dei popoli, che faccia fronte comune contro lo strapotere di Stati Uniti, Russia e Cina e che non sia più portata avanti dagli Stati nazionali, che hanno fatto fallire il progetto”.

Quello catalano è l’esempio più luminoso indicato dagli indipendentisti lombardi. Roversi, originario di Cussago in provincia di Brescia, spiega perché: “Lì è la Generalitat, un’istituzione, a portare avanti il progetto e anche qui sarebbe il caso che si muovesse la Giunta regionale. Invece la Lega ha sempre usato la secessione come uno slogan per tenere uniti i militanti, ma non l’ha mai voluta davvero. E infatti non ha appoggiato il referendum veneto, fatto in modo privato e autorganizzato”.

 

La divergenza con Maroni e il suo partito è assoluta. “Non vogliamo l’indipendenza per alzare muri – dice Roversi – né in contrapposizione con altri popoli: per noi un siciliano è un fratello europeo come un cittadino della Baviera o della Galizia. Noi facciamo un discorso inclusivo”. L’unico punto di contatto con la Lega, anche a livello di retorica, è sull’economia: “Qui abbiamo il residuo fiscale più alto, cioè il massimo di differenza tra tasse pagate e ciò che lo Stato restituisce. Essere indipendenti significherebbe non dover più aspettare il fieno da qualche ministero di Roma per costruire qualcosa, evitare di veder volare via miliardi di euro senza ritorno sul territorio, dispersi in burocrazia e corruzione”.

 

Ma l’obiettivo, assicurano i paladini dello Stato lombardo, va molto oltre le tasse e le questioni di soldi. È creare una Svizzera al di qua delle Alpi. “Non vogliamo fare della nuova Lombardia una nuova Italia, ma dare vita a un tipo diverso di Stato. Ci ispiriamo alla federazione elvetica, che ha istituzioni molto simili a quelle dell’antica Lombardia e strumenti di democrazia diretta come appunto i referendum”.

 

Nel programma c’è anche l’immancabile richiamo all’identità linguistica. Per il movimento pro indipendenza, il dialetto – pardon, il “sistema linguistico autoctono” – lombardo va promosso a fianco dell’italiano, come modo per stimolare l’intelligenza e l’apertura mentale. “Non è un dialetto, ma una lingua e lo dice anche il professor Marco Tamburelli della Bangor University, in Galles”, chiosa Roversi. A Milano, dove un residente milanese su cinque è di origine straniera, chissà che ne pensano davvero.

 

 

http://www.lastampa.it/2014/03/26/italia/cronache/la-lombardia-che-sogna-la-secessione-presto-un-referendum-come-in-veneto-HS3d6bojkiOHP8pwvFZ4OK/pagina.html

 

 

Domenica a Bruxelles riuniti per l’autodeterminazione dei popoli – di Juri Orsi

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Domenica 30 Marzo si terrà a Bruxelles un’importante manifestazione a favore del diritto di autodeterminazione dei popoli. Il diritto di autodeterminazione è un principio in base al quale i popoli hanno diritto di scegliere liberamente il proprio sistema di governo e di essere liberi da ogni dominazione esterna. La manifestazione è organizzata da ICEC, che ha organizzato una raccolta firme a favore della difesa del diritto di autodeterminazione a livello europeo che ha raggiunto 550 000 firme.

Per questo motivo tutti i principali movimenti indipendentisti europei si ritroveranno a Bruxelles per chiedere il rispetto da parte delle istituzioni di questo diritto sancito dal diritto internazionale. Una manifestazione che assume un’importanza politica enorme, se pensiamo al momento storico che sta vivendo l’Europa. In questo stesso anno si terranno infatti due referendum per l’indipendenza in Catalunya e Scozia, e le stesse elezioni politiche in Belgio promettono dei passi in avanti per il processo di indipendenza delle Fiandre. Senza dimenticare le spinte indipendentiste venete, giunte nei giorni scorsi su tutti i principali media europei. È quindi evidente che sempre più popoli europei si rendono conto di quanto gli stati nazionali non rispondano più alle esigenze dei cittadini, e di come l’autogoverno sia l’unica possibilità per una rinascita economica e democratica dei popoli europei.

La manifestazione di Bruxelles suggellerà questa diffusa presa di coscienza. È quindi con grande orgoglio che annunciamo che una delegazione di pro Lombardia Indipendenza sarà presente alla manifestazione, e sfilerà accompagnata dai nostri vessilli nazionali, la croce di san Giorgio e il Biscione Visconteo. Questa partecipazione è particolarmente importante. Non solo offrirà ai lombardi che ci accompagneranno la possibilità di dare il proprio contributo all’affermazione del diritto di autodeterminazione a livello europeo, ma evidenzierà all’Europa il fatto che anche la Lombardia si trova ad essere una nazione senza stato occupata dallo stato italiano.  Un riconoscimento accolto con grande felicità da pro Lombardia Indipendenza, che dalla sua nascita collabora con i più importanti movimenti indipendentisti europei, tra cui lo Scottish National Party e la Nuova Alleanza Fiamminga, sperando che questo riconoscimento a livello europeo possa facilitare il processo di indipendenza della Lombardia.

JURI ORSI

pro LOMBARDIA INDIPENDENZA