#Breizh #Kurdistan – SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE – ANCHE DALLA BRETAGNA – CON IL POPOLO CURDO – di Gianni Sartori

Manifestazione a Rennes (Breizh)

In questi giorni all’appello lanciato da alcune organizzazione di solidarietà con il popolo curdo (Internationalist Commune, Women Defend Rojava, Rise Up 4 Rojava e Make Rojava Green Again) hanno aderito anche vari esponenti della sinistra indipendentista bretone.

Una solidarietà quella bretone rivolta non soltanto alla resistenza in Rojava, ma ad ogni parte del Kurdistan (nazione senza stato, ma divisa tra ben quattro stati) oppresso e martoriato. Nell’appello infatti si ricordava che il 15 giugno l’esercito turco aveva pesantemente bombardato Maxmur e Sengal (località situate appunto nel Basur, il Kurdistan del sud, “iracheno”) e che nei giorni successivi un attacco generalizzato aveva colpito vaste aree del Basur. Il 23 giugno era toccato al Rojava (territori curdi nel nord della Siria) subire l’ennesima aggressione turca. In prossimità di Kobane un drone aveva causato la morte di tre femministe curde del Kongra Star. Un altro drone invece aveva ucciso otto civili a Suleymaniya.

Ovviamente non finirà così. Vari osservatori ritengono che la Turchia sia in procinto di compiere ulteriori aggressioni e invasioni su larga scala contro il Rojava. Così come avvertiva recentemente Kino Gabriel (portavoce delle SDF, intervistato dall’agenzia ANHA) “l’esercito turco sta radunando altre truppe nelle aree che ha occupato nella Siria nord-orientale”.

Contro le brutali operazioni militari dell’esercito di Ankara (che oltretutto agisce anche al fuori dai confini turchi) varie iniziative e manifestazioni sono previste in alcune città europee nei giorni 18 e 19 luglio.

Quanto ai curdi residenti in Bretagna, negli ultimi giorni sono già scesi in strada varie volte contro le aggressioni turche (e il colpevole silenzio-assenso di tante capitali europee). L’ultima loro manifestazione, per ora, risale al 3 luglio.

 

Gianni Sartori

 




 



 



 

#VENETO – 10 luglio 1809 “A Schio si è fondato la sede del loro governo, il maggior numero vuole San Marco” – di Ettore Beggiato

L’insorgenza veneta del 1809 è sistematicamente ignorata dalla storiografia “ufficiale”;

nessuna sorpresa per la verità, visto che i veneti sanno tutto sulle oche del Campidoglio, conoscono a memoria i nomi dei sette re di Roma ma ben poco sanno di quanto straordinaria sia la loro storia, la storia del popolo veneto.  

Napoleone aveva portato la nostra Terra  in condizioni di miseria e disperazione come mai nella nostra storia, imponendo la coscrizione obbligatoria e una serie di tasse pesantissime (pensiamo a quella sul macinato, vera e propria tassa sulla fame).  

Il nostro popolo reagì con particolare vigore, al suono della campana a martello:  i francesi, in nome della libertà, dell’eguaglianza e della fraternità, riportarono l’ordine con centinaia e centinaia di morti.

Particolarmente interessante è  un passo del diario di  Ottavia Negri Velo che ricorda come il 10 luglio 1809 “A Schio si è fondato la sede del loro governo, il maggior numero vuole San Marco”: è evidente  che fra le venete e i veneti che scesero in piazza c’era una notevole dimensione culturale e politica per arrivare a costituire un governo; la storiografia ufficiale ne parla, invece, come un’accozzaglia di “briganti”, di sbandati.

Un’altra pagina emblematica di quelle rivolte è quella riportata dal diario di Pietro Basso, sarto di Asolo, che sottolinea come il giorno 8 luglio “Le done de Loria, accordate con quele di Besega, le a desfà la municipalità”: siamo in provincia di Treviso e sono le donne venete che insorgono contro la soldataglia napoleonica; ma da Loria si potrebbe passare a Legnago, a Valdagno, ad Adria, a Camposampiero, a tante altre comunità che si ribellarono contro le orde napoleoniche, come si erano ribellate nel 1797 (e penso alle Pasque Veronesi ma anche  alla resistenza nel nome di San Marco  nell’altopiano dei Sette Comuni e da parte di tante nostre comunità).    

Una pagina, quella del 1809, che meriterebbe di essere conosciuta dal  popolo veneto; mancò una figura leggendaria come l’eroe tirolese Andreas Hofer che guidasse il nostro popolo, e mancò anche chi, come il grande pittore spagnolo Francisco Goya tramandasse ai posteri l’eroismo di chi lottava per la propria libertà   contro i crimini dell’occupante napoleonico.

ETTORE BEGGIATO

autore di “1809:l’insorgenza veneta. La lotta contro Napoleone nella Terra di San Marco”