#Kurds #Repressione – IRAN 20 APRILE: ENNESIMA ESECUZIONE DI UN PRIGIONIERO POLITICO CURDO – di Gianni Sartori

Soltanto qualche giorno fa, il 18 aprile, alcune Ong avevano diffuso la notizia che due giorni prima il prigioniero politico curdo Hamid Hosseinnezhad Heydaranlou (40 anni, padre di tre figli), detenuto nel carcere di Urmia e già condannato a morte, era stato messo in isolamento nel braccio della morte.
Segno che l’esecuzione ormai era imminente.
Dopo una prima condanna risalente al luglio 2024 (dalla Sezione 1 del Tribunale rivoluzionario di Urmia, presieduta dal giudice Najafzadeh), la pena di morte era stata riconfermata alla fine di marzo dalla Sezione 9 della Corte Suprema.
Arrestato nei pressi di Chaldoran nell’aprile 2023 (dalle guardie di frontiera che nel 2015 avevano ucciso suo cognato, Mostafa Nouri), Hosseinnezhad veniva condannato per “baghi” (ribellione armata contro l’Imam e l’autorità islamica). Accusato senza prove (o con prove false, stando a quanto sostiene l’Ong Kurdpa) di aver fatto parte di un partito dell’opposizione.
Per quasi un anno era stato sottoposto a maltrattamenti e torture e fine costretto a firmare una confessione prestampata. Gli erano state concesse solo due brevi telefonate con la famiglia, mentre gli venivano negati sia un avvocato di sua scelta che le visite dei familiari.
A causa dell’episodio in cui aveva perso la vita suo cognato (ucciso dalle guardie di frontiera), è stato accusato di ”coinvolgimento in uno scontro armato”. Stando a quanto ha dichiarato in tribunale, il giudice Najafzadeh lo avrebbe condannato “in base al proprio intuito” (?!?). E questo nonostante nuovi documenti dimostrassero la sua innocenza. Ma con il trasferimento nel braccio della morte non era stato più possibile presentarli.
Oggi la brutale notizia: Hamid Hossein Nejad Heydaranlu, è stato ucciso in segreto domenica 20 aprile nel carcere dove era rinchiuso. Poco prima che venisse messo in isolamento, i familiari – allertati dall’ultima, brevissima, sua telefonata – avevano manifestato con un sit-in. Invano.
Gianni Sartori
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#Corsica #Opinioni – CONTINUITÀ TERRITORIALE – di Petru Poggioli

Dietro il dibattito sul prezzo del biglietto aereo, il problema di fondo nascosto.
Il prezzo del biglietto aereo è in aumento. Sì, è colpa delle tasse. solo che la sovvenzione per la “continuità territoriale” (che finanzia questo mezzo di trasporto aiutando Air Corsica) è l’albero che nasconde la foresta. Originariamente era stata concessa per compensare l’handicap dell’insularità, ponendo il costo per km via mare e via aerea su un piano di parità con il costo per km sul territorio francese in treno. Questo sistema era originariamente destinato a consentire agli “utenti corsi” di lasciare l’isola e di ritornarvi a un costo ragionevole. Questo sistema aveva anche lo scopo di aiutare i prodotti importati (merci) che non erano presenti nella produzione della Corsica, e quindi i prodotti che non competevano con la produzione locale esistente o da sviluppare, in modo da consentire lo sviluppo di un’economia insulare che aveva vissuto una traversata del deserto fino agli anni ’60 e ’70. Questo sistema avrebbe dovuto scomparire a lungo termine, contando sulla creazione di un’economia (soprattutto nel mondo dell’agricoltura e quindi in quello agroalimentare) che si muovesse verso l’autosufficienza e che rompesse con la dipendenza dal territorio continentale. Solo che da allora il turismo intensivo (un’economia senza sviluppo e con aiuti al trasporto aereo e marittimo per i corsi, ma anche ai turisti senza troppe distinzioni, nonostante la famosa tariffa di residenza di cui beneficiano anche molte “nuovi arrivati”, compresi i proprietari di seconde case in particolare) è diventato onnipresente e le importazioni (aumento degli abitanti locali o dei “nuovi residenti” e dei turisti) sono aumentate in modo esponenziale, mentre una dipendenza più o meno organizzata e aumentata è diventata la regola; da qui i regolari aumenti degli aiuti all’importazione richiesti in particolare alla CdC (ufficio dei trasporti) dai pochi professionisti che dominano l’attuale economia corsa di dipendenza e di non sviluppo. Questo comporta che la “Cullettività di Corsica” si rivolga sempre allo Stato per chiedere un aumento di questa dotazione finanziaria che ora sembra essere permanente, mentre gli obiettivi iniziali di un vero e proprio sviluppo produttivo (al di là delle poche produzioni in vetrina attuali, tra cui il periplo delle famose clementine più costose in Corsica che a Parigi) e di una graduale riduzione della dipendenza alimentare (meno merci all’importazione e più aiuti all’esportazione) in Corsica si allontanano.
Petru Poggioli
