#DialoghiSulWeb – i #podcast di Centro Studi Dialogo – “VISCA LA REPUBLICA”, in omaggio ai soci 2023 – reg. 17.02.2023

La presentazione della monografia “Visca la Republica”, che verrà consegnata in omaggio ai soci per l’anno 2023 di Centro Studi Dialogo. Contiene articoli del President Carles Puigdemont ed in ordine alfabetico di Josep-Lluís Carod-Rovira, Xavier Diez, Alberte Mera, Clara Ponsatì e Gianni Sartori.

#Americhe #Conflitti – COLOMBIA: POSSIBILE “SOLUZIONE POLITICA” MENTRE RESTA ALTO IL LIVELLO DELLO SCONTRO SOCIALE – di Gianni Sartori

fonte immagine Jaime Saldarriaga/Reuters

Mentre si mantiene estesa e costante la mobilitazione sociale (e la conseguente repressione), in Colombia si profila (forse) una possibile soluzione politica tra governo e ELN.

Il 26 luglio gli studenti dell’Università dell’Atlantico hanno manifestato a Barranquilla richiedendo la “gratuità universale” degli studi. Per quanto questa sia relativamente estesa, oltre tremila studenti qui iscritti ne sono ancora esclusi.

Da parte delle istituzioni universitarie è venuta la totale disponibilità (in quanto le risorse disponibili sarebbero sufficienti), ma tale scelta verrebbe interdetta dal governo.

Giunti all’ufficio del governatore, dopo aver abbattuto le barriere poste in precedenza, gli universitari sono entrati nell’edificio. Sopraggiunta la polizia (nell’intento di ricacciarli in strada) sono scoppiati disordini e tafferugli che hanno causato numerosi feriti tra i manifestanti.

Solo una decina di giorni prima a Ibague (dipartimento di Tolima) una manifestazione indetta dal sindacato dei conducenti di autobus contro gli accordi intercorsi tra la municipalità e la società privata INFOTEC SA aveva portato al blocco pressoché totale del traffico cittadino, così come della quasi totalità (si calcola il 90%) delle attività commerciali. Chiuse anche tutte le scuole. Il 25 luglio un tentativo della polizia antisommossa (ESMAD) di sbloccare la situazione, liberando almeno le arterie principali, aveva innescato scontri nel corso dei quali alcuni veicoli delle forze dell’ordine venivano rovesciati e danneggiati.

In precedenza, l’8 giugno, a Bogotà due membri di ESMAD erano rimasti feriti (di cui uno gravemente) da un ordigno artigianale durante gli scontri nei pressi dell’Università nazionale.

I manifestanti si erano qui riuniti per commemorare i dodici studenti ammazzatine nel 1954 dai militari all’epoca della dittatura di Gustavo Rojas Pinilla (Giornata dello studente caduto).In seguito nei confronti dei responsabili del ferimento dei due membri delle forze dell’ordine veniva emessa una taglia di 20 milioni di pesos. Nella stessa circostanza (tra l’8 e il 9 giugno) altre università erano scese in lotta.

In particolare all’Universidad del Valle (Cali) e all’Universidad de Antioquia (Medellín). Qui i manifestanti si sarebbero anche impadroniti di alcune moto della polizia.

Di segno opposto (ma forse solo apparentemente: un esteso conflitto sociale può costituireuna valida, positiva alternativa alle scelte “militariste”) la dichiarazione di “alto el fuego” per sei mesi (fino a febbraio 2024) promulgata da ELN (Ejército de Liberación Nacional). Un primo risultato delle trattative, avviate ancora l’anno scorso, tra ELN e governo colombiano che intende arrivare alla “Paz total” come da programma del 2022. Nel messaggio-video del comandante Eliécer Herlinto Chamorro (alias Antonio García) si dichiara che “el comando central del ELN ordena a todas las unidades suspender las operaciones ofensivas contra las fuerzas armadas, policías y organismos de seguridad del Estado colombiano”. Nel contempo: “el ELN continuará defendiéndose durante el alto el fuego si es necesario”.

Già nel giorno successivo il governo, attraverso il commissario per la Pace Danilo Rueda, si felicitava per la dichiarazione osservando che la sospensione delle azioni armate avrebbe evitato la violenza e le violazione dei diritti umani. Assicurando che la popolazione, avrebbe potuto “estar tranquila durante el período del cese al fuego”.

Speriamo.

Gianni Sartori

#Kurdistan #Valsusa #Colombia – LA LOTTA DEI CURDI: UN ESEMPIO FONDAMENTALE PER L’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI, DALLA VAL SUSA ALLA COLOMBIA – di Gianni Sartori

Sia nel tradizionale Festival NoTav in Valsusa che nella conferenza contro il capitalismo di Bogotà, l’esperienza del popolo curdo è stata discussa e apprezzata come esempio da seguire. E in entrambe le circostanze si è levato il grido: Jin Jiyan Azadî!

Il Festival No Tav che si è svolto in Valsusa dal 29 al 31 luglio ha visto riunirsi e discutere militanti di area ecologista, pacifista, femminista, comunista, anarchica (e dissidenti vari) sia italiani che francesi (sopratutto, ma non solo). Un lotta i cui albori risalgono agli anni ottanta e che ha saputo dar prova di incredibile continuità, perseveranza e determinazione contro il devastante progetto dell’Alta Velocità Lione-Torino. Ma costata purtroppo, oltre a repressione e carcere per diversi militanti, anche la vita preziosa, insostituibile di due compagni mai dimenticati: Sole e Baleno.

Significativa la presenza quest’anno di militanti internazionalisti, impegnati a vario titolo a fianco della resistenza curda, i quali hanno voluto sottolineare con forza come “una soluzione radicale alla crisi ecologica e alla conseguente distruzione della natura, la possiamo trovare nel pensiero di Abdullah Öcalan e nel paradigma del confederalismo democratico”.

Rilevante la presenza curda anche a Bogotà (Colombia) dove contemporaneamente, dal 28 al 30 luglio, si è svolta la Conferenza Internazionale “Desafiando al capitalismo hacia la construcciòn de una sociedad democràtica”.

Indetta da varie organizzazioni tra cui: Academia de la Modernidad Democrática, Proceso de comunidades negras (PCN), Comité de solidaridad Kurdistán-Colombia, Movimiento por la defensa de los derechos del pueblo (MODEP), Organización Indígena de Colombia (ONIC), Congresos de los Pueblos…ha visto circa 300 partecipanti dibattere, oltre che di America Latina, soprattutto di Kurdistan e Medio Oriente.   

Nella dichiarazione finale (Llamamiento a los pueblo) si legge:

“(…) ci siamo incontrati per identificare e rafforzare orizzonti comuni di lotta. Partire dallo scambio di esperienze di resistenza e costruzione di alternative di emancipazione (…) sviluppando momenti di riflessione e analisi della crisi del sistema capitalista che ci espropria della stessa vita, che ci impone la guerra e il disprezzo per la vita.

(…) I nostri sogni continuano a solcare l’utopia immaginando altri mondi possibili. Mondi nuovi che andiamo costruendo attraverso l’autonomia e il potere popolare. Sappiamo che con l’unità e la solidarietà tra i nostri popoli sapremo vincere il capitalismo, il razzismo, il patriarcato e il colonialismo. Nella diversità di visioni e contesti uniamo le nostre mani e le nostre voci per conservare a ampliare le nostre proposte di autogoverno, per liberarci dall’ideologia coloniale dominante in un processo di trasformazione sociale e per rinnovare il pensiero e l’organizzazione rivoluzionaria(…).

(…) in ogni luogo e in ogni momento invitiamo a costituire organizzazione assembleari dal basso, con un processo basato sul dibattito e l’educazione per affrontare i problemi e trovare le soluzione adatte per difendere e dare continuità alla vita (…)”imparando da ogni esperienza di emancipazione (…)”.

Per concludere con un riferimento preciso alle lotte di liberazione dei popoli e in particolare a quella del popolo curdo:

“ Invitiamo quindi a proseguire nelle mobilitazioni per la liberazione di Abdullah Öcalane di tutti i prigionieri politici del Kurdistán, di Abya Yala* e del mondo”.

Con il nostro tradizionale saluto di vita, allegria e speranza:

Viva la lotta internazionale dei popoli, delle donne e della gioventù!

¡Jin Jiyan Azadî! ¡Mujer Vida Libertad!

Gianni Sartori

*Nota 1:

Il termine Abya Yala risale a prima della conquista e per la popolazione kuna (divisa dal confine fasullo tra Panama e Colombia) significa “terra in piena fertilità” o “terra di sangue vitale”.

Viene adottato da militanti e movimenti indigenisti per indicare in un’ottica anticoloniale il continente latino americano.