Un incontro con il prof. Fiorenzo Toso, linguista e docente universitario, uno dei massimi esperti a livello internazionale delle minoranze linguistiche d’Europa, per raccontare la Storia della lingua ligure, il suo utilizzo attuale e le prospettive per il futuro. Parleremo inoltre della lingua tabarchina, un altro dei temi di studio del nostro ospite.
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#DialoghiSulWeb – #Südtirol – un incontro con Gunther Rauch, storico, scrittore, sindacalista – 2° parte
#7NotePerUnaNuovaEuropa #Asturies
#MemoriaStorica #Elsass – 11 novembre 1918/11 novembre 2021
L’armistizio di Compiègne fu l’accordo sottoscritto alle ore 05:00 dell’11 novembre 1918 tra l’Impero tedesco e le potenze Alleate che pose fine alla Prima Guerra Mondiale. L’associazione alsaziana Unsri Gschìcht intende ricordare oggi i 380.000 cittadini dell’Alsazia e della Mosella che combatterono vestendo le divise di quello che allora era il loro Stato e soprattutto coloro che non tornarono più alle loro famiglie. La storia ufficiale si dimenticherà presto di loro. Ci associamo nel ricordo dei “Feldgrauen”.
#7NotePerUnaNuovaEuropa #Occitania
#7NotePerUnaNuovaEuropa #Lombardia
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#Palestina #Lutti – I SOLDATI ISRAELIANI UCCIDONO UN TREDICENNE PALESTINESE – di Gianni Sartori

Circa una settimana fa, nella notte tra il 2 e il 3 ottobre, i soldati israeliani avevano aperto il fuoco contro manifestanti palestinesi a Nablus (nord della Cisgiordania) ferendone alcuni. Un gran numero di mezzi militari aveva scortato nella notte un folto gruppo di decine di coloni sionisti intenzionati a visitare la presunta Tomba di Giuseppe, situata nella parte orientale della città. Una zona, particolare non insignificante, sottoposta, almeno in teoria, esclusivamente all’ Autorità Palestinese. Ma i militari non si sono nemmeno posti il problema e hanno occupato sia le case, sia i tetti con i tiratori scelti. Un’operazione di controllo, sorveglianza e – se del caso – repressione da manuale. Provocando – com’era da aspettarsi – le proteste degli abitanti. A cui i soldati avrebbero risposto anche con “fuego real”. Oltre al solito armamentario costituito da pallottole d’acciaio ricoperte di gomma e granate lacrimogene. Causando appunto diversi feriti, Quasi contemporaneamente, nella tarda serata del 2 ottobre, a Jenin (a seguito di altre proteste) veniva prelevato da casa sua un ex prigioniero politico e arrestati sei membri di una stessa famiglia di contadini. Intanto a Hebron veniva arrestato un giovane palestinese dopo che contro di lui i soldati avevano esploso colpi di arma da fuoco. Peggior sorte invece quella toccata a un giovanissimo palestinese, un ragazzino di tredici anni, ammazzato dai militari israeliani il 5 ottobre a Deir al-Hatab, non lontano da Nablus. Invano Mohammed Daadas, mortalmente ferito allo stomaco e già in arresto cardiaco, era stato trasportato all’ospedale. I soldati avevano aperto il fuoco durante una manifestazione che si svolgeva sulla strada adiacente alla colonia israeliana di Elon Moreh, a nord-est di Nablus. Una delle numerose manifestazioni che contemporaneamente si svolgevano in diverse località della Cisgiordania contro l’ulteriore espansione delle colonie sioniste israeliane. Così anche a Beita, in analoghe circostanze, altri due palestinesi riportavano ferite per essere stati colpiti dalle pallottole d’acciaio ricoperte di gomma sparate dai militari. Tutto questo avveniva mentre a Gerusalemme non sembra al momento sospesa la vergognosa “liquidazione” (così si era espresso il tribunale)di un antico cimitero musulmano nella città vecchia. Ruspe e bulldozer già da qualche giorno avevano iniziato un lavoro di “livellamento” che si teme sia propedeutico alla distruzione delle tombe con riesumazione dei corpi. Al fine di realizzare entro l’anno prossimo un “parco tematico” (si parla di “Sentiero biblico”). Si tratterebbe di un autentico oltraggio anche nei confronti dei familiari, palestinesi, delle persone qui sepolte.
Gianni Sartori
