#Catalunya #Spain #Vox
una storica vignetta di Jaume Perich (El Perich)

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una storica vignetta di Jaume Perich (El Perich)




Per restare invece sulle generali, va sottolineato che l’operato genocida della Turchia nei confronti del popolo curdo non risale né a oggi, né a ieri.
Dal luglio 2015, come ritorsione, le forze armata turche posero sotto assedio molte città curde e rasero al suolo interi quartieri (come il centro storico di Dijarbakir, la Guernika curda). Oltre a centinaia di vittime civili, la guerra di Ankara causò la partenza di un milione e mezzo di sfollati. Si calcola che soltanto a Cizre circa 140 curdi siano stati bruciati vivi nelle cantine (febbraio 2016).
E non solo in Bakur. Nella regione di Qandil (Bashur, Kurdistan “iracheno”) dove la Turchia occupa illegalmente una ventina di basi militari sia i civili sia i guerriglieri del PKK vengono sistematicamente bombardati, sia da terra che dall’aria. Nelle mire di Ankara soprattutto la regione di Shengal, abitata da yazidi e quella petrolifera di Mosul-Kirkuk. Regioni su cui rivendica inesistenti diritti in quanto nel passato erano state occupate dall’impero ottomano.
Mentre nel 2018 era toccato al cantone curdo di Afrin di venir invaso, adesso è la volta del Rojava. Qui Ankara sembra voler completare (con il benevolo sostegno di Washington e Mosca e – si ritiene – la muta soddisfazione di Teheran) l’operato criminale di Daesh: esecuzioni extragiudiziali, stupri, torture..
Non per niente da quando, in ottobre, è stata invasa e occupata la regioni di Tal Abyad, altri 300mila curdi hanno dovuto lasciare le loro case.
La prossima sarà Kobane? Per ora sono state le donne del vicino villaggio di Jinwar (“Il villaggio delle donne libere”) a scegliere di allontanarsi prima dell’arrivo delle milizie jiadiste al servizio di Ankara.
Gianni Sartori
fonte Le blog du Griot
#Catalunya #PedroSanchez #Spain #HumoristaDisponible
by Ferran Martin

segnalazione trasmessaci da Ettore Beggiato

Il progetto, che vede l’impegno della Regione del Veneto e la collaborazione dell’associazione “Veneti nel mondo”, ha visto la collocazione del primo Leone nella località San Marcos di Arzvorezinha; in date diverse verranno collocati i Leoni nelle comunità di Jaguari, Monte Belo do Sul, Nova Prata e Vale Veneto.
Particolarmente toccante è stata l’inaugurazione nella piccola comunità di San Marcos, ove il Leone è collocato proprio di fronte alla cappella dedicata all’evangelista San Marco; erano presenti per il COMVERS il presidente Luciano Vencato Gastaldo, il consultore Ismael Rosset e il “padre” di questa operazione Cesare Prezzi; la delegazione veneta era composta dal consigliere regionale Luciano Sandonà, dal presidente dei “Veneti nel mondo” Aldo Rozzi Marin e da Ettore Beggiato, già assessore regionale ai rapporti con i Veneti nel mondo e cittadino onorario di Serafina Correa, che è un po’ la capitale del talian e del movimento di valorizzazione della cultura veneta in Brasile.
Nei giorni successivi i componenti della delegazione veneta si sono incontrati con diversi sindaci e amministratori locali al fine di rafforzare i legami fra il Veneto di qua e di là dell’oceano; particolarmente interessante una tavola rotonda alla quale hanno partecipato presso l’Università Federale di Santa Maria, una delle più importanti dello stato del Rio Grande do Sul, incentrata sulla difesa e valorizzazione del patrimonio culturale e linguistico di queste straordinarie comunità che a distanza di centocinquant’anni (l’emigrazione veneta è incominciata attorno al 1875 subito dopo l’annessione del Veneto all’Italia) mantengono inalterati i valori della nostra civiltà veneta.
Marco Dal Bon

#Catalunya #Referendum #Llibertat
by Rytis Daukantas
