Abbiamo incontrato Manuela Sartori, redattrice di UnserTirol24.com, e Siegfried Steger, combattente per la Libertà del SudTirol, per parlare del libro recentemente edito da Effekt!.
Giorno: 17 novembre 2023
#Alsazia #Elsass – Dure condanne per 5 militanti di Unser Land – di Bernard Wittman

La sentenza è quindi stata emessa ed è del tutto ingiusta.
Infatti, alla luce del reato assolutamente lieve imputato ai cinque giovani attivisti autonomisti e delle dure condanne inflitte (6 mesi di reclusione con sospensione condizionale e 6.000 euro di multa), la differenza è tale che non possiamo fare a meno di pensare ad una giustizia di tipo coloniale, alla giustizia del dominante!
Perché nessuno si illuda: questa condanna massiccia di questi 5 giovani alsaziani, “sconosciuti alla giustizia e perfettamente integrati” (vedi “Dernières Nouvelles d’Alsace”), ha il solo scopo di intimidire e soffocare l’ardore militante degli autonomisti in previsione delle battaglie politiche del futuro per l’uscita dal Dipartimento Grand Est, chiesto con insistenza dalla stragrande maggioranza degli alsaziani, molti dei quali cominciano a perdere la pazienza. Sia chiaro, che lo Stato abbia cercato di reprimere questo atto di protesta è del resto normale, rientra nel suo ruolo.
Ma perché ci sia giustizia è necessario che la pena comminata sia proporzionale al reato commesso, cosa che in questo caso non è assolutamente vera. A quanti anni di carcere dovremmo poi condannare gli eletti che mettono le mani nelle casse pubbliche, coloro che sono complici di appropriazione indebita di fondi pubblici, che si lasciano corrompere o che si rendono colpevoli di illecito sfruttamento del proprio incarico?
Non dimentichiamo che in Alsazia la giustizia è soprattutto francese, “il tribunale ha seguito le richieste della pubblica accusa”, spiega “Dernières Nouvelles d’Alsace”.
Da questa frase si capisce ovviamente chi operava dietro le quinte.
Bernard Wittman
#Africa #Autodeterminazione – SAHARAWI: NE’ ARRESI NE’ SOTTOMESSI – di Gianni Sartori

Come è noto risale a tre anni fa la ripresa del conflitto armato tra il Fronte Polisario e l’esercito del Marocco nel Sahara Occidentale (ex colonia spagnola).
Ha quindi assunto il sapore di una commemorazione l’inaugurazione avvenuta il 13 novembre di una nuova base militare di addestramento (la località non è stata resa nota) da parte di Brahim Ghali, comandante delle forze armata saharawi e segretario generale del Polisario.
Del resto anche nei due ultimi mesi la Repubblica Araba Democratica dei Saharawi (proclamata ormai da 50 anni, nel 1976) ha ripetutamente fatto sentire la sua presenza e la sua insorgenza.
E non si è trattato di “casi isolati”.
Verso la metà di settembre le unità dell’Esercito popolare di liberazione saharawi avevano attaccato in più di una occasione le basi militari marocchine (considerate “truppe di occupazione”) nelle regioni di Ben Zegga e di Lagtitra. Così come il 31° e il 41° posto di osservazione a Targant e Arbib El Gaa (settore di Haouza).
Sempre in settembre, altre operazioni dell’APLS sono state condotte nella regione di Agouira Ould Ablal e Aguerarat El Fersig (settore di Mahbes), mentre nel settore di Aousserd veniva colpita la 7° base (e infliggendo, stando alle dichiarazioni dell’APLS, ingenti perdite).
In precedenza, l’11 settembre, erano state attaccate altre postazioni marocchine sempre nel settore di Aousserd costringendo i militari marocchini a retrocedere in altri settori (verso Aguelibat El Agaya e nel sud di Aguelibat El Agaya).
Agli attacchi della guerriglia saharawi, il Marocco rispondeva con operazioni aeree. Tra gli altri veniva ucciso Abba Ali Hamudi, a capo della sesta regione militare e membro delle segreteria nazionale del Polisario. Altri tre combattenti saharawi perdevano la vita nella regione di Mahbes in un attacco di droni (quelli forniti da Israele).
Nei giorni successivi venivano colpiti da APLS sia il comando del 36° battaglione (nella località di Astila Ould Bouagrine) sia una postazione di artiglieria a Guelb En-Nas.
Il 29 ottobre APLS si manifestava contemporaneamente con diversi tiri di artiglieria nei settori di Mahbes, Smara (dove si sono registrate alcune vittime tra i militari marocchini) e Farsia.
E infine, la notizia risale al 13 novembre, APLS portava nuovamente i suoi attacchi nelle regioni di Amegli El Gaa, Amegli El Hara, Amegli Bengarat e Amegli Lebkar (settore di Amgala) e nella regione di Ross Oued Lethel (settore di Farsia).
Gianni Sartori
