#Kurds #Syria – LA CONVENZIONE DI GINEVRA PER ANKARA NON FA TESTO – di Gianni Sartori

Stando alle dichiarazioni di un loro portavoce almeno un’ottantina di membri delle Forze arabo-curde (FDS) sono stati sequestrati in territorio siriano e ora si trovano incarcerati in Turchia. In aperta violazione della Convenzione di Ginevra, (nonostante questa venisse a suo tempo sottoscritta anche dalla Turchia).
 
Mentre si sforza oltremodo per convincere l’opinione pubblica che quella condotta dall’esercito turco e dai mercenari jihadisti contro i curdi è una “guerra contro il terrorismo”, in realtà Erdogan viola sistematicamente il diritto internazionale.

Per esempio anche sequestrando in territorio siriano e trasferendo illegalmente in territorio turco (sottoponendoli quindi alla legislazione turca) decine di esponenti delle FDS (Forze democratiche siriane). In questi giorni il loro portavoce ha rivolto un appello alla comunità internazionale, alle Nazioni Unite e al Consiglio di sicurezza dell’ONU affinché intervengano e agiscano concretamente per porre fine a tale ingiustizia.

 
Quasi tutti i membri delle FDS ora imprigionati nelle carceri turche sono stati condannati all’ergastolo. In base alla legislazione turca e in particolare all’articolo 302 ossia alla presunta“distruzione dell’unità e integrità dello Stato” (quello turco ovviamente).

Tra i militanti sequestrati e condannati all’ergastolo anche tre esponenti del Consiglio militare siriano (MFS, espressione degli assiri cristiani vicini al partito di sinistra dell’Unione siriaca), quello del comandante Abu Leyla, un meccanico votatosi alla rivoluzione e al Confederalismo democratico. Caduto cinque anni fa come ricordava Davide Grasso in una bella biografia (vedi su: Nena News – Agenzia Stampa Vicino Oriente).

 
I tre siriaco-cristiani sarebbero stati sequestrati a Serekaniye dall’Esercito Nazionale Siriano (ASL/SNA, le truppe mercenarie alleate di Ankara) durante l’invasione – illegale in base al diritto internazionale -dell’autunno 2019.
 


Gianni Sartori

#Veneto #Lissa – Una bottiglia di Serprino DOC per ricordare la vittoriosa battaglia di Lissa – segnalazione di Ettore Beggiato

Una decina d’anni fa Ettore Beggiato  aveva stampato il libro “Lissa, l’ultima vittoria della Serenissima” con la prefazione di Eva Klotz: 132 pagine ricche di documenti, di testimonianze, di elenchi come quello dei veneti ai quali l’Imperatore Francesco Giuseppe assegnò due medaglie d’oro e quarantanove fra medaglie argento di prima classe e quelle di seconda classe. 

Con questo libro  l’autore dimostrava come l’apporto dei popoli che fino a qualche anno prima facevano parte della Serenissima Repubblica Veneta (e quindi veneti, istriani, dalmati) fu fondamentale nella battaglia navale  combattuta nell’Adriatico dove la marina italiana  fu pesantemente sconfitta austriaca che fino a qualche anno prima si chiamava “Imperial Regia Veneta Marina”.   

Il libro, come altri di Beggiato, provocò notevoli polemiche a partire da un articolo che Gian Antonio Stella che gli dedicò una pagina su “Sette” l’inserto settimanale del Corriere della Sera, per non parlare dell’irritazione dei nazionalisti italiani.  

Ettore Beggiato comunque non demorde e così quest’anno, centocinquantacinquesimo anniversario della battaglia, ha pensato bene di festeggiare la vittoria di Lissa con una bottiglia di “Serprino” DOC dell’Azienda Monte Viale di Bastia di Rovolon, il vino frizzante dei Colli Euganei, “fratello minore” del più famoso Prosecco visto che viene prodotto con la stessa uva glera (o serprina). 

L’etichetta disegnata dall’artista Martina Tauro “La poiana” riporta lo scontro sul mare e la frase che  l’ammiraglio imperiale  W. Von Tegetthoff,  il vincitore di Lissa, avrebbe esclamato dopo lo scontro navale “Uomini di ferro su navi di legno hanno sconfitto uomini di legno su navi di ferro” per rimarcare l’abilità dei marinai Serenissimi (veneti, istriani e dalmati) e di altre parti dell’impero austriaco che vinsero la battaglia nonostante una notevole superiorità di mezzi e di uomini della marina italiana. 

E alzando il calice del frizzante Serprino, Ettore Beggiato esclama “Viva San Marco!” proprio come quei marinai istriani, dalmati e veneti, che festeggiarono la conclusione della vittoriosa battaglia.