CORSICA – RECENSIONI EDITORIALI – “Corse et FLNC : Une page d’histoire – Tome 2”

Capture-1

Un nuovo libro scritto da Pierre Poggioli. In vendita a partire dal 10 marzo 2019.

Si tratta del seguito del primo volume: “Génération 70″.

541 pagine – 36 euro – edito da EditionsFiara.

Sarà in vendita in alcune librerie dell’isola oppure si potrà ordinare scrivendo una email agli indirizzi: accolta@aol.com o accolta909@gmail.com

“Lettera aperta a Enrico Mentana” – di Assemblea Nacional Catalana Italia – da https://ancitalia.org/

Nei giorni scorsi l’Assemblea Nacional Catalana Italia ha diffuso una lettera che ha inviato ad Enrico Mentana, direttore de La7, in merito ad un servizio filmato trasmesso dalla stessa rete televisiva.

Il Centro Studi Dialogo ha risposto all’appello di ANC-Italia inviando un messaggio di adesione all’iniziativa.

cropped-colisseu-presos

Gentile dott. Mentana,

il processo che si svolge in questi giorni a Madrid, come senz’altro saprà, solleva molti dubbi e – a nostro avviso – ha risvolti importanti non solo per i catalani ma anche per la democrazia spagnola ed europea. A sedere sul banco degli imputati sono numerosi esponenti politici e i leader delle due principali associazioni civili della Catalogna, privi di cariche istituzionali; quasi tutti si trovano in regime di detenzione preventiva, in molti casi da ben oltre un anno. Le accuse loro rivolte sono gravissime, con richieste di pena che arrivano sino a 25 anni. Tra i reati contestati vi è la “ribellione”: si tratta, per capirci, della stessa figura criminosa utilizzata per chi, nel 1981, entrò con le armi in Parlamento e portò in strada i carri armati. Nella tipizzazione di tale reato, il codice penale spagnolo richiede l’elemento della “rivolta violenta”.

Le immagini trasmesse da La7 il 27 febbraio, in un servizio del telegiornale che dirige, ci sono apparse in tal senso fuorvianti. Associare il video degli scontri tra polizia e gruppi di estrema destra nel “Día de la hispanidad” (12 ottobre) al referendum catalano (primo ottobre) significa alimentare una narrazione dei fatti che appare assurda a tanti: a tanti catalani, indipendentisti e non; a tanti spagnoli; a tanti media e osservatori internazionali; a tanti di coloro che conoscono – più o meno direttamente – il carattere civile, pacifico e democratico del movimento indipendentista.

il seguito >QUI<

IRELAND – MILITANTE DELL’IRSP ASSOLTO AL PROCESSO DI APPELLO – di Gianni Sartori

sean-2-1024x768

(Sean Carlin, al centro con maglia rossa)

 

Alla fine dell’anno scorso – il 14 dicembre – Sean Carlin, militante e portavoce dell’IRSP (Irish Republican Socialist Party)veniva processato da un tribunale britannico – a Belfast – in base alla legge anti-terrorista, un sistema legislativo quanto mai estendibile. L’accusa nei suoi confronti, l’ aver manifestato esponendo una bandiera dell’INLA (Irish National Liberation Army, l’organizzazione di cui facevano parte tre dei 10 militanti repubblicani morti in sciopero della fame nel 1981) in occasione di una commemorazione pubblica dell’insurrezione irlandese di Pasqua del 1916. Sean era stato condannato a scontare alcuni mesi di carcere anche se la pena era stata momentaneamente sospesa in attesa dell’appello. Qualche giorno fa, alla prima udienza dell’appello, la sua difesa aveva ribadito la sostanziale inconsistenza delle accuse e, soprattutto, il loro carattere esclusivamente politico. Infatti appare evidente come Londra stia usando questi metodi intimidatori per colpire non soltanto i militanti, ma anche la loro storia e la memoria delle organizzazioni repubblicane che si opposero al colonialismo.

Ma l’intervento dei difensori di Sean Carlin deve essere stato alquanto convincente visto che alla fine il giudice ha di fatto annullato la condanna (ridotta ad una lieve pena pecuniaria, una multa sostanzialmente).

Tale verdetto rappresenta un primo intoppo per il governo britannico (e soprattutto per i servizi, vedi MI5) che da sempre studia e inventa nuovi sistemi  per incarcerare i militanti repubblicani. Per esempio in occasione delle manifestazioni con cui onorano i loro compagni caduti per l’Indipendenza e il Socialismo.

L’INLA, ricordo, aveva combattuto contro l’occupazione britannica e – soprattutto – non si è mai pentita di averlo fatto anche se ha sospeso ogni tipo di azione armata ancora nel 2009.

Gianni Sartori

EUSKAL HERRIA – IPARRALDE – “Génération IK” – documentario

Nel 2007, Philippe Bidart, leader carismatico di Iparretarrak, è stato rilasciato dalla prigione dopo 19 anni di detenzione. Dopo alcuni mesi gli è stato concesso di tornare nei Paesi Baschi. E’ attraverso la sua testimonianza, quella di ex attivisti, ma anche di quelli che li hanno combattuti, che ripercorriamo la storia di questa organizzazione separatista che, per trent’anni, ha usato la lotta armata per rivendicare l’autonomia del Paese basco francese. Fu la prima organizzazione separatista a scegliere la via democratica; questo “Generazione IK” ci presenta un ritratto intransigente di quegli anni militanti, con i suoi entusiasmi e i suoi errori, nel momento in cui “quelli del Sud” sono in un periodo di tregua, e stanno negoziando la consegna delle armi. Forse la storia della militanza basca francese è servita come esempio …

COSTITUZIONI A CONFRONTO – una serata a Biassono (MB) – 5 aprile 2019

serata La Fara

La sera del 5 aprile pv, alle ore 21,15 a Biassono (MB), l’ associazione culturale “La Fara” organizza un incontro per analizzare pregi e difetti di tre Costituzioni, mettendole a confronto.

I relatori saranno il prof. Marco Bassani, il dr. Giancarlo Pagliarini e l’avv. Alberto Ponti.

La serata si svolge con il patrocinio del Comune di Biassono e vedrà la presenza del Centro Studi Dialogo, nell’ambito di una collaborazione tra associazioni culturali del territorio lombardo.

EUSKAL HERRIA – REPRESSIONE – confermata la condanna ai giovani di Altsasu

altsasu

Confermate dall’ Audiencia Nacional le condanne nei confronti dei giovani di Altsasu (Navarra), colpevoli di una rissa da bar che coinvolse alcuni esponenti della Guardia Civil fuori servizio.

Ai giovani non è stata applicata l’aggravante del “terrorismo” (secondo la vecchia teoria spagnola che “TODO ES ETA”), ma le pene sono di 13 anni di carcere per i reati di attentato a pubblici ufficiali, lesioni, disordini pubblici e minacce per sette degli otto ragazzi e 6 anni per l’ottavo.

E’ stata applicata l’aggravante della  “discriminazione“, in quanto secondo il Tribunale i Guardia Civil furono colpiti in quanto tali.

per maggiori dettagli >QUI<

Südtirol – Obbligo di bilinguismo chiaramente violato

Roland Lang B

In un comunicato diffuso oggi, ROLAND LANG, Obmann del Südtiroler Heimatbund, esprime la delusione della propria associazione nei confronti del Presidente della Provincia Autonoma, Arno Kompatscher, per il mancato intervento in occasioni delle violazioni del Bilinguismo, obbligatorio sul territorio del Südtirol.

 

Bildschirm im Zug

Zweisprachigkeitspflicht eindeutig verletzt

Heimatbund enttäuscht über Landeshauptmann

Der Südtiroler Heimatbund ist schwer enttäuscht über Landeshauptmann Arno Kompatscher. Denn den vielen Zweisprachigkeitsverletzungen in Ämtern, bei der Post sowie der Bahn scheinen den Landeshauptmann und der dazu beim Präsidium der Südtiroler Landesregierung angelegte Landesbeschwerdestelle bei Zweisprachigkeitsverletzungen nicht einmal der Mühe wert, den eingehenden Beanstandungen nachzugehen bzw.  Abhilfe zu schaffen, so SHB-Obmann Roland Lang.

Jüngstes Beispiel ist eine Beanstandung über einsprachige Zugfahrkarten vom Dezember vergangenen Jahres, die vom eigentlich obersten Hüter der Autonomie und der Beschwerdestelle unbeantwortet blieb. Das Regierungskommissariat hat zumindest geantwortet, wenn auch mit Ausreden.

Am 17 Dezember des vergangenen Jahres hatte Roland Lang den Regierungskommissär, den Landeshauptmann und die Beamtin der Beschwerdestelle mit Fotos darauf aufmerksam gemacht, dass Trenitalia einsprachig italienische Fahrkarten verkauft und die Bildschirme in den Zügen den Reisenden nur in italienischer Sprache über die nächsten Bahnhöfe informiert.

Vor einigen Tagen antwortete der Kabinettschef im Auftrag des Regierungskommissars auf diese Sachverhaltsdarstellung. Die einsprachigen Fahrkarten wurden bestätigt, aber es wurde Besserung versprochen.

„Für die von ermächtigten Verkaufsstellen ausgestellten Fahrkarten für regionale bzw. nationale Strecken (wie jene, die Sie der Sachverhaltsdarstellung beigelegt haben) wird zurzeit noch nach technischen Möglichkeiten gesucht, um diese, unter Einhaltung der Maße und des Text-Layouts auf der Fahrkarte mehrsprachig zu verfassen.“

Auch für die einsprachigen Bildschirme lieferte das Regierungskommissariat eine Erklärung:

„Was die Bildschirmanzeigen im Zug anbelangt, hat der Regionaldirektor auf ein technisches Problem verwiesen, welches u. a. inzwischen bereits behoben wurde.“

Zugegebener weise kann man mit diesen antworten zufrieden sein oder auch nicht. Die Fahrkarten müssten bereits seit In Kraft treten der gesetzlichen Gleichstellung der deutschen Sprache im Mai 1989 zweisprachig sein und die technischen Probleme bei den Bildschirmen sind schwer nachprüfbar.

Der bittere Nachgeschmack in dieser Angelegenheit aber ist, dass anscheinend italienische Beamte in römischen Sold sich für den Schutz der deutschen Sprache einsetzen, während der Landeshauptmann und die ihm untergebene Beschwerdestelle dafür keinen Finger rührt, bedauert Roland Lang abschließend.

Roland Lang
Obmann des Südtiroler Heimatbundes

Einsprachige Zugfahrkarten

CATALUNYA – PROCESSO 1-O – “La grande menzogna”

opinio_cap_vicent_partal-30131659

Riportiamo oggi un editoriale di Vicent Partal, pubblicato sul quotidiano http://www.Vilaweb.cat , intitolato “La grande menzogna” , in riferimento alle scandalose deposizioni al Processo di Madrid dei responsabili delle violenze delle forze di polizia spagnole.

«Enric Millo e Diego Pérez de los Cobos hanno riempito ieri con bugie serie e molto gravi, il salone della Corte Suprema spagnola, dove si svolge il processo»

“So che oggi tutti sono indignati, molto indignati, dopo aver visto le incredibili bugie e lo straordinario cinismo dimostrato ieri nella sessione di deposizione da Enric Millo e Diego Pérez de los Cobos. Ma non perdiamo di vista il mondo: l’uso interessato della menzogna in politica è una pratica perfettamente documentata, ovunque e durante tutta la storia.”

il seguito >QUI<