25 Aprile – di Juri Orsi – portavoce di pro Lombardia Indipendenza

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Oggi pro Lombardia Indipendenza, insieme a tutto il popolo lombardo, si ferma per ricordare la fine di un regime che per vent’anni ha privato la nostra terra dei più basilari diritti democratici. Un regime dittatoriale che per vent’anni ha perseguitato il popolo lombardo politicamente, socialmente e culturalmente, così come gli altri popoli soggiogati dall’italia. Un regime che ha cercato di imporre un’identità nazionale volgarmente mutuata dalla simbologia dell’antica Roma, distruggendo il patrimonio linguistico e culturale del nostro popolo. Oggi ricordiamo la fine di un regime totalitario e guerrafondaio, che ha portato la Lombardia in un’ennesima, fallimentare avventura bellica.

 

Ma ricordiamo anche la forza e la determinazione che hanno spinto non solo i lombardi, ma anche gli altri popoli oppressi, a resistere a questo regime, dando vita ad un movimento di liberazione fondamentale per la sua caduta. Oggi pertanto non è un giorno di doloroso ricordo ma di speranza, e di fiducia nella capacità del nostro popolo di resistere all’oppressione. E nonostante la Repubblica sorta da quel regime abbia continuato nel tentativo di creare coattivamente un’identità nazionale inesistente, noi abbiamo fiducia che il popolo lombardo possa ancora una volta resistere ad uno stato che continua a negare il suo diritto all’autodeterminazione. Oggi ricordiamo la vittoria della democrazia sulla dittatura, dei diritti sui privilegi.

 

Ma guardiamo anche al futuro, sperando che lo stesso spirito di libertà spinga la Lombardia e tutte le nazioni oppresse dall’italia verso la futura e democratica Europa dei popoli.

Juri Orsi

http://www.prolombardia.eu

 

foto: Anna Praxmayer – Monumento della resistenza, Milano – Sesto S. Giovanni

Per le resistenze di ieri e di oggi, celebriamo il 25 aprile! – tramite l’amico Gianni Sartori

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Quest’anno celebreremo insieme ai compagni e alle compagne italiane il 25 aprile, festa della Liberazione dal nazi-fascismo e della resistenza.

Proprio come i partigiani e le partigiane di allora, oggi i curdi si difendono dagli attacchi fascisti di Daesh in Siria e Iraq, dalla distruzione delle loro città in Turchia, dove con la scusa della lotta al terrorismo lo stato turco negli ultimi mesi ha massacrato in modo atroce centinaia di civili e raso al suolo intere città. Ma i curdi si difendono anche dalla repressione del dissenso, meno visibile ma altrettanto, dura in Iran, dove si procede a colpi di condanne a morte contro curdi e oppositori.

In questi mesi state create unità di difesa popolari  nelle città curde e non più solo nelle montagne. Queste unità hanno molto in comune con i gruppi di azione partigiana che operavano in molte città italiane verso la fine della seconda guerra mondiale. Il popolo le sostiene  queste unità e si sente protetto da loro, anche se purtroppo sta pagando un caro prezzo per via della pesante repressione del governo turco.

Il nemico di ieri in Italia e in Europa si chiamava fascismo e nazismo; ma anche quella parte di popolazione che ha sostenuto questi governi totalitari e ne ha condiviso obiettivi e atrocità. Anche oggi da noi, in Medio Oriente, e specialmente in Turchia, l’esercito non è l’unico nemico del popolo curdo: si è di fronte a una società – quella turca – sottoposta a continue spinte verso l’intolleranza contro le minoranze, per affermare che in Turchia c’è “un solo stato, un solo popolo (quello turco), una sola lingua, una solo bandiera”.

Il progetto dei criminali del Daesh è simile: nessuna tolleranza verso chi non è come loro, disprezzo della diversità e pratica del genocidio. Quindi è ancora fascismo e nazismo.

Oggi come ieri è necessaria l’autodifesa. Serve una grande mobilitazione antifascista e a sostegno degli altri popoli nei confronti dei popoli oppressi. Occorre una partecipazione popolare che vada oltre gli interessi cinici degli stati e che sappia agire concretamente ogni giorno per liberare spazi e sottrarli al fascismo, in Italia come in Kurdistan. Siamo tutti parte della stessa lotta e siamo dalla parte giusta. Siamo quindi con tutti i popolo resistenti che amano la libertà e lottano contro fascismo di ogni suo genere.

Viva la resistenza!

Viva il 25 aprile!

Viva l’antifascismo e viva il Kurdistan!

Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia -UIKI onlus