LOTTA GHJUVENTU’….CHE L’AVVENE SI TU…

(0 Corti

LOTTA GHJUVENTU’…CHE L’AVVENE SI TU…

Molti fra gli appassionati di musica corsa politicamente impegnata avranno sentito il brano del gruppo L’Arcusgi, nel quale appare l’invocazione alla mobilitazione giovanile in funzione indipendentista.
E in questi giorni tutto ciò sta avvenendo sotto gli occhi del mondo intero: una quindicina di giovani “zitelli” del Movimento Ghjuventù Indipendentista ha occupato il cosiddetto “Nido d’Aquila” della Cittadella di Corti, iniziando contemporaneamente uno sciopero della fame a sostegno delle proprie richieste.
Ma chi sono e cosa richiedono questi ragazzi? Ghjuventù Indipendentista è un movimento giovanile rinato pochi anni fa, nel 2012, e che si è reso subito protagonista di prese di posizione significative all’interno del panorama “nazionalista” isolano, dove i Partiti politici principali, Corsica Libera e Femu a Corsica, continuano a posizionarsi tra le richieste di carattere autonomista e quelle di carattere indipendentista, in modo un po’ confuso e ondivago, nel continuo affanno tra non voltare le spalle alla militanza più “dura” e non infastidire più di tanto i rappresentanti dello Stato francese, e nella eterna speranza che qualche “briciola” cada dall’alto.
Al contrario, Ghjuventù Indipendentista ha sempre ribadito la propria posizione a favore del percorso più radicale, coinvolgendo nelle proprie manifestazioni sempre più giovani, soprattutto nella cittadina di Corti, l’antica Capitale della Repubblica Corsa di Pasquale Paoli, e in aggiunta sede dell’unica Università dell’isola, fondata proprio dallo storico “Babbu di a Patria”.
Tale attività ha dato fastidio a tal punto che nel 2013 lo Stato francese ha cercato di decapitare l’organizzazione, con arresti e deportazioni nelle carceri continentali del vertice di GI. Fra gli altri, è stato arrestato anche Nicolas Battini, diventato in poco tempo il personaggio di riferimento di questa nuova ondata di prigionieri politici.
Tornando ai giorni nostri, è proprio da Battini, detenuto da due anni in attesa della conclusione dell’inchiesta, che è partita la scintilla determinante per questa eclatante azione di Corti: Nicolas, detenuto nel carcere più “arretrato” del panorama parigino, ha iniziato otto giorni fa uno sciopero della fame per appoggiare la richiesta di trasferimento, onde poter continuare gli studi universitari. E a suo favore si è schierato anche il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Corti.
Qualche giorno fa, dopo una pacifica manifestazione per le vie della cittadina corsa, 15 ragazzi hanno occupato, sempre in modo pacifico, il punto più alto delle fortificazioni, esponendo striscioni a favore dell’amnistia nei confronti dei prigionieri politici e della richiesta di recepimento da parte dello Stato francese di quelle iniziative votate lo scorso anno dall’Assemblea Territoriale in materia di co-ufficialità della lingua corsa, dello statuto del residente corso, di una struttura fiscale isolana, dell’inserimento nella Costituzione di un riferimento alla “particolarità” della Corsica e del suo Popolo. In poche parole, economia e identità. Recepimento che finora non è avvenuto, anzi…
Quali sono i risultati di questa azione? Prima di tutto, aver risvegliato nel Popolo Corso l’orgoglio d’appartenenza e la voglia di battersi, in modo pacifico ma determinato, per i propri diritti democratici. In secondo luogo la solidarietà di esponenti politici, di Sindaci (che hanno incontrato i ragazzi esponendo la fascia della Corsica), di esponenti della comunità istituzionale internazionale (anche l’eurodeputato deputato del Gruppo Green/EFA José Bové è andato a Corti), di esponenti della comunità indipendentista europea.
È notizia dell’ultima ora che, dopo un incontro pubblico con tutte le forze politiche corse e uno, estremamente riservato, con un funzionario del Governo francese, Ghjuventù Indipendentista ha dichiarato terminata l’azione.
Pro Lombardia Indipendenza ribadisce il proprio appoggio al Movimento Giovanile Corso, nella certezza che, se gli impegni presi in queste ore non verranno rispettati, i giovani indipendentisti sapranno far sentire ancora la propria voce, alta e forte.
SUSTEGNU, ZITELLI…FORZA

Alberto Schiatti – pro Lombardia Indipendenza

pro Lombardia Indipendenza entra in EFA – Libera Alleanza dei Popoli Europei

COMUNICATO UFFICIALE DEL PORTAVOCE DI PRO LOMBARDIA INDIPENDENZA

PRO LOMBARDIA INDIPENDENZA ENTRA IN EFA-ALLEANZA LIBERA DEI POPOLI EUROPEI

Pro Lombardia Indipendenza entra a far parte di EFA(European Free Alliance), l’alleanza libera europea che raggruppa e coordina i più importanti movimenti indipendentisti del vecchio continente.
Entrare a far parte di un gruppo europeo presente al parlamento di Strasburgo attesta quanto il nostro movimento abbia ben lavorato negli ultimi anni, e quanto la serietà della nostra proposta politica sia stata percepita dai nostri interlocutori. Il percorso che ha portato a questo riconoscimento da parte di EFA è partito anni fa; fin dalla fondazione del nostro movimento sono stati numerosi e produttivi i rapporti tra pro Lombardia Indipendenza e gli indipendentisti europei, buoni a tal punto da spingere EFA a considerare pro Lombardia Indipendenza come unico interlocutore per la Lombardia.
Al suo interno EFA annovera i partiti indipendentisti più importanti, tra essi troviamo lo Scottish National Party, Esquerra Republicana de Catalunya, Nuova Alleanza Fiamminga e numerosi altri. Movimenti politici che, come il nostro, hanno cominciato un percorso politico dal basso, mirato a diffondere tra le rispettive comunità la voglia di autogoverno e di indipendenza. Poter collaborare con questi movimenti, così vicini a coronare il sogno di vedere le proprie nazioni indipendenti, sarà di sicura utilità per il movimento e per tutti coloro che vogliono costruire una vera alternativa indipendentista in Lombardia. Nel nostro ambizioso progetto di autodeterminazione del popolo lombardo, da oggi sappiamo di avere dei compagni di strada, e siamo sicuri che la collaborazione che ne deriverà sarà di assoluta importanza.
Inoltre, questo riconoscimento e questa nuova possibilità di collaborazione non potevano arrivare in un momento migliore. In tutta Europa i movimenti indipendentisti di numerose comunità nazionali senza stato stanno crescendo e stanno aumentando il loro consenso elettorale. Facendo una rapida disamina, lo Scottish National party potrebbe attestarsi come primo partito di Scozia, raggiungendo un risultato elettorale di inedita portata. Allo stesso modo nel prossimo settembre si terranno le elezioni catalane, che avranno natura plebiscitaria, ovvero saranno un momento fondamentale nel processo di autodeterminazione del popolo catalano. Le buone notizie non si limitano all’asse Edimburgo-Barcellona. Nelle recenti elezioni locali francesi abbiamo infatti osservato un grande aumento dei voti per il partito alsaziano Unser Land, che si è attestato come una delle novità del panorama politico dell’Alsazia. Allo stesso modo, nelle elezioni generali del prossimo maggio Plaid Cymru si presenta con rinnovato vigore in Galles, con la speranza di porsi come nuova alternativa per il popolo gallese. Il vento indipendentista soffia in tutta Europa, e pro Lombardia Indipendenza è pronta a far sì che esso soffi con forza anche nella nostra terra.
Per le lotte per l’autodeterminazione dei popoli europei il 2015 si presenta come un anno di grande importanza, con la possibilità che la voglia di autogoverno e di libertà si diffonda sempre più e in sempre più territori. Siamo felici di rimarcare con forza che la Lombardia sarà presente e protagonista di questo processo.
L’ingresso nella famiglia della European Free Alliance rappresenta sicuramente un punto di arrivo per pro Lombardia Indipendenza , ma costituisce soprattutto un punto di partenza; da oggi la Lombardia ha una voce più forte, starà ai lombardi usarla per gridare la propria voglia di cambiamento, di autogoverno, di indipendenza.

Juri Orsi
pro Lombardia Indipendenza

(0 Comunicato EFA

Il nulla con un referendum intorno, tocca al Partito Democratico – da www.prolombardia.eu

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Il Partito Democratico lombardo, evidentemente geloso dell’inutilità del referendum sull’autonomia promosso da Maroni, ne ha proposto un altro (riservato fortunatamente ai propri iscritti) ancora peggiore.

Tre quesiti lombardi

1) “Dagli all’autonomo!” – Il testo del quesito: Sei favorevole all’abolizione delle Regioni a Statuto speciale*, così da procedere alla definizione di una “nuova autonomia” valida per tutte le Regioni italiane?

Come primo quesito, ci si scaglia (ovviamente) contro le attuali regioni a Statuto Speciale. Nulla da dire sulla cattiva gestione di alcune di esse, ma è palese che attaccare queste regioni (per noi vere e proprie nazioni senza Stato) sia un attacco indiretto verso qualsiasi forma di autonomia, sussidiarietà, federalismo; figuriamoci allora verso concetti indipendentisti.
Sicuramente è vero che l’attuale regione Sicilia sprechi molte risorse economiche, ma lo stesso fa la regione Campania per esempio; ribadiamo quindi un concetto fondamentale: dei destini di milioni di persone (siano essi siciliani, sardi, lombardi o veneti) debbono decidere i cittadini stessi, non esistono “uomini del destino” che possono parlare per tutti. Lo Stato centrale italiano vive sulle spalle dei lombardi e ne depaupera le risorse sin dalla sua fondazione, ben da prima che venisse creato l’ente regionale.

2) “Della coerenza” – Sei favorevole, per ottimizzare l’utilizzo delle risorse e migliorare lo svolgimento delle funzioni loro attribuite, a ridurre, accorpandole, il numero delle Regioni?

Proprio il capogruppo PD in Lombardia, Alfieri, commentava così due anni fa in merito alle proposte di “macroregione”: ““I comuni sono davvero in difficoltà e il patto di stabilità territoriale è uno strumento importante e condiviso – dichiarano Alfieri e Brambilla -, ma il neopresidente lo ha venduto come un fatto che riguarda le tre Regioni a guida leghista, come se la sinergia potesse portare valore aggiunto, e così in realtà non è. Ogni regione italiana fa da sé, come prevede la legge.”

Le “Macroregioni” sono quindi tornate in auge proprio grazie al PD, che solo un paio di anni fa le dileggiava.
Anche per noi sono decisamente inutili, ma non possiamo non sottolineare il segnale di schizofrenia politica dei “democratici”. Evidentemente per loro una proposta vale l’altra, la si cavalca o boccia secondo il vento politico del momento.

3) “I dati aleatori e il gioco delle tre carte” Come si tengono assieme la tutela delle identità locali e l’efficienza dei servizi ai cittadini in una Regione come la Lombardia, in cui 1.064 Comuni su 1.531** (il 69,5%) hanno meno di 5mila abitanti?

Vergognoso esempio di manipolazione dei dati per pilotare la risposta popolare verso una voluta.
Se questo è il modo di porre quesiti per il Partito Democratico, allora pretendiamo di inserire, in qualsiasi quesito referendario futuro, il dato del residuo fiscale che ogni anno la Lombardia perde grazie alle politiche del loro inattaccabile “Stato centrale” italiano: gli ormai famosi 50 miliardi di €.

Per amore della statistica, vorremo snocciolare un paio di dati per i consiglieri regionali del PD e i loro portaborse / spin doctor vari (tutta gente pagata da noi lombardi per proporre politiche ed idee tese al miglioramento della popolazione lombarda):

– Numero di Comuni nella Confederazione Elvetica: 2324 (793 in più rispetto a quelli lombardi)

– Numero di Comuni della Federazione Austriaca: 2357 (826 in più rispetto a quelli lombardi)

– Numero di Comuni della Repubblica Ceca: 6250 (4719 in più rispetto a quelli lombardi)

Per preservare le identità locali e l’efficienza dei servizi in Lombardia non serve cancellarne i Comuni, ma far rimanere le risorse economiche dove son state prodotte.
E l’unico modo per farlo è dichiarare la Lombardia indipendente, non di certo cancellare le nostre peculiarità istituzionali.

LOMBARDIA E VENETO: IDENTITA’……………….. E’ FUTURO………………………. – originalmente pubblicato su https://bresciaprolombardia.wordpress.com

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Nell’ambito del dibattito in corso riguardante il rapporto tra l’identità e l’indipendentismo (la presa di posizione di pro Lombardia Indipendenza è al seguente link: http://www.prolombardia.eu/ca/2015/02/identita-lombarda-ed-indipendentismo/ ) ospitiamo il prezioso intervento di Stefano Zambon, giovane attivista del movimento indipendentista veneto Sanca Veneta.

Riproponiamo questo articolo, originariamente apparso sul sito sancaveneta.org, condividendone il contenuto e immaginando di applicare le stesse analisi e le stesse valutazioni alla nostra Lombardia.

<<Credo che essere indipendentisti significhi porsi delle domande fondamentali su ciò che siamo e su cosa vogliamo.

Nella politica Veneta indipendentista aleggia un falso pragmatismo. Una certa propensione ad ignorare ogni singola questione che non sia strettamente politico/amministrativa. Chi sventola questa bandiera lo fa sostenendo che qualsiasi considerazione e rivendicazione culturale vada messa da parte o rimandata a un secondo tempo, perché esistono problemi più grossi da risolvere (cosa sicuramente vera).

Viene da chiedersi però, dati gli scarsi risultati di tutte le formazioni indipendentiste venete, se l’ignorare questi aspetti, non sia una parte integrante e significativa del problema.

All’opposto esiste anche un area del mondo indipendentista Veneto, che va nella direzione opposta e quasi bilancia questa prima tendenza. Sto parlando dell’indipendentismo dei “nostalgici”: coloro che, rifugiatisi in un mondo di rievocazione, isolato dalla vita politica e culturale, hanno dedicato le proprie energie ad un apatico piagnisteo sui tempi che furono.

L’indipendentismo non può essere solo politica nè solo cultura. Un fenomeno politico non può infatti avere successo se non produce una narrativa, un immaginario, un mondo simbolico al quale attingere soluzioni e attraverso il quale rappresentarsi e raccontarsi.

Credo che la mancanza di successo dei movimenti politici indipendentisti in Veneto dipenda, al di la delle divisioni interne e di guida, da una questione più grossa: quella dell’identità Veneta.

Lottare per una coscienza culturale e storica comune è, oltre che importante di per sé, fondamentale per il nostro movimento.

Essa non può però essere una battaglia di “reazione”. La battaglia per l’identità veneta è troppo importante per essere rilegata al solo mantra del “ritorniamo alle tradizioni originarie venete”. Soprattutto in un periodo come quello in cui viviamo, in cui le dinamiche culturali e politiche si giocano su una continua tensione tra locale e mondiale, fossilizzare un’identità non è solo impossibile, ma è problematico e pericoloso.

Certamente dobbiamo riappropriaci di parte della cultura Veneta. Di ciò che l’egemonia italiana ha censurato e alienato (storia e letteratura in testa). Non dobbiamo però dimenticarci che l’identità è mutevole, si evolve con tempo, cambiamenti sociali e generazioni. In questo senso, spendersi per iniziative di rievocazione o difesa della tradizione soprattutto nel rivolgersi ai giovani rischia di provocare il prosastico buco nell’acqua, se non di aggravare l’allontanamento di quest’ultimi a cui già assistiamo (anche se per certi aspetti non dobbiamo ignorare i fattori ciclici che stanno spingendo un rinnovato interesse per certi aspetti legati a lingua e e tradizioni).

La strada da percorrere è piuttosto quella di imparare ad utilizzare l’enorme eredità culturale e storica consegnataci come patrimonio dal quale attingere elementi simbolici e di immaginario che ci aiutino, attraverso una rappresentazione e una narrazione condivisa, ad affrontare i problemi con i quali ci confrontiamo ogni giorno.

Ciò significa pensare e batterci per un’identità veneta nuova.

Un identità non solo più adatta ad essere vissuta ed interpretata da tutti ma anche più utile a costruire un percorso di rinnovamento che ci coinvolga come comunità. E spetta a noi, in quanto comunità, definirla su basi e concetti nuovi.

Riformare la cultura Veneta, in fondo, è l’unico strumento per arricchirla, diffonderla ma sopratutto difenderla>>.

Pro Lombardia Indipendenza ringrazia sentitamente Sanca Veneta e l’amico Stefano Zambon per la gentile concessione e continua a ritenere indispensabile il confronto e la collaborazione tra i movimenti indipendentisti di tutta Europa, nel solco dei principi di democrazia, partecipazione, autodeterminazione e solidarietà tra i popoli.

SANCA VENETA è un movimento indipendentista social-democratico Veneto. Si batte per l’indipendenza del Veneto, per la valorizzazione del suo patrimonio culturale e per la sua federazione in un Europa plurale e solidale.

STEFANO ZAMBON è laureando in Lingua Araba e Turca alla SOAS (School of Oriental and African Studies) a Londra.